Elysium – Recensione

Elysium – Recensione

Un Matt Damon inarrestabile, eroe proletario di due mondi, nel nuovo film di Neill Blomkamp

Regia: Neill Blomkamp – Cast: Matt Damon, Jodie Foster, William Fichtner, Alice Braga, Talisa Soto, Diego Luna, Sharlto Copley, Michael Shanks, Carly Pope, Faran Tahir, Ona Grauer, Wagner Moura, Terry Chen, Jose Pablo Cantillo, Maxwell Perry Cotton, Adrian Holmes, Johnny Cicco – Genere: Fantascienza, colore, 109 minuti – Produzione: USA, 2013 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 29 agosto 2013.

elysiumIl regista di “District 9”, Neill Blomkamp, torna dietro la macchina da presa per una nuova pellicola di fantascienza, ambientata nel 2154, in una Terra malata, inquinata e sporca. Lo scenario è desolante: la criminalità e la malattia regnano sovrane, gli umani sono controllati da robot-poliziotti incapaci di interagire, ma programmati per far rispettare la legge, mentre la gente muore di fame ed è vestita di stracci.

La disperazione è acuita dall’esistenza di un’alternativa a questa vita di stenti, ma accessibile solo a pochi: Elysium, una stazione spaziale a forma di stella, popolata da tutti i ricchi che hanno voluto separarsi dal sudiciume della Terra per portare avanti uno stile di vita scintillante e glamour. La sicurezza degli abitanti di Elysium è garantita dal Ministro della Difesa Delacourt, interpretata da Jodie Foster, donna dalle convinzioni razziste che vuole preservare questa sorta di Eden dall’immigrazione clandestina degli abitanti della Terra, anche usando metodi poco consoni. Ma qualcosa cambierà grazie a Max, un ragazzo indisciplinato con un sogno: raggiungere Elysium. In pericolo di vita, si ritroverà al centro di uno schema complesso e di complotti politico-militari molto più grandi di lui.

“Elysium” è un film all’insegna dei contrasti e dei continui dualismi che tratteggia temi importanti, ma inserendoli in un contesto immaginifico affascinante: l’immigrazione e l’atteggiamento poco liberale di alcune classi politiche, i rischi che la Terra corre in termini di degrado, il dualismo tra l’uomo e la macchina e il pericolo di una meccanizzazione progressiva. Matt Damon è l’eroe proletario per eccellenza, costretto a lavorare sottopagato in una fabbrica che non rispetta le regole di sicurezza e dipende da un ricco magnate di Elysium. Jodie Foster incarna una mentalità dittatoriale e autoritaria volta a preservare la “purezza” dei suoi ricchi concittadini. I due personaggi rappresentano due realtà concrete, seppur estremizzate con lo scopo di fungere da monito.

Lo scontro, a distanza, tra i due è palpabile, ma in realtà una grande sorpresa del film è il disvelarsi progressivo di un cattivo ancora più cattivo del Ministro Delacourt: l’agente mercenario Kruger, interpretato dall’amico di Blomkamp, Sharlto Copley, uno dei personaggi più riusciti del film; Kruger lavora per i potenti di Elysium sulla Terra, ama le maniere forti e si distingue per doti fisiche e militari eccezionali che lo rendono simile a una macchina in grado di distruggere e uccidere senza sosta. Le scene più adrenaliniche, che mescolano armature metalliche e spade, tecnologie avanzate e scontri corpo a corpo duri, sono quelle che coinvolgono proprio Max e Kruger.

Visivamente, è ben congegnato l’attrito tra lo scintillio di un mondo prosperoso come Elysium e una Terra sporca e polverosa, nelle cui viscere proliferano criminali di ogni sorta. Il progetto di Blomkamp è chiaro, ma riserva comunque delle sorprese nel corso della storia, a partire dall’evolversi dei personaggi. Il rapporto tra Max e Frey, la bella Alice Braga, è interessante perché non sfocia mai in una banale storia d’amore che fornisca il condimento all’azione: i due sono piuttosto una famiglia, due ottimi amici che hanno coltivato insieme la speranza di una vita migliore e che si ritrovano a combattere per dar corpo a quella speranza. E risulta azzeccata la conclusione della vicenda, in grado di soddisfare lo spettatore senza scadere in troppi cliché.

Il cast è formato da volti noti e meno noti di ogni origine culturale, per espressa volontà del regista, ma comunque la performance di Matt Damon spicca in mezzo alle altre per la sua capacità di evolversi da delinquentello a eroe in grado di trascendere sé stesso per un bene superiore. Un po’ scontata e stereotipata appare la scelta di far parlare agli abitanti di Elysium il francese, la lingua chic per eccellenza, mentre lo spagnolo alla cerchia di Max sulla Terra, una lingua che può richiamare la povertà delle favelas e di molte zone dell’America del Sud.

Irene Armaro

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