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Comunismo Futuro (2017)

Recensione

Comunismo Futuro – Recensione: un documentario visionario di Andrea Gropplero di Troppenburg

Comunismo futuro recensione

Il regista e produttore indipendente bolognese Andrea Gropplero di Troppenburg racconta in modo creativo la storia del Comunismo e lo fa dando voce a Franco Berardo/aka Bifo, geniale inventore di riviste come A/traverso e fondatore nel 1974 di Radio Alice. L’intellettuale, che si definiva Mao – dadaista ed era molto attivo in Autonomia Operaia è stato l’icona della rivolta studentesca del 1977, che mise la città a ferro e fuoco ed è stato testimone di tutti gli eventi storici che ci hanno portato fino a dove siamo ora.

Comunismo futuro: un Racconto sul passato per comprendere il presente

Parla di sogni e utopie ma anche d’illusioni tradite “Comunismo futuro”, documentario diretto da Andrea Gropplero di Troppenburg, da lui scritto e prodotto in tandem con Bifo. La sua vita, è quella di un’intera generazione che ha creduto nella possibilità di cambiare il mondo, liberandolo dalla schiavitù del lavoro, non a caso il suo motto è stato “Una vita contro il lavoro”.

Comunismo Futuro (2017)

Tutto parte dal 1964, anno in cui, lui adolescente prende la tessera del Partito Comunista. Nel frattempo, lontano da Bologna, a Barkley, un italiano di nome Mario Salvo è tra i fondatori di un movimento che culminerà nel 1968, e che, nonostante sia arrivato con ritardo in Italia, segnerà la storia del paese.

Il film parte con l’urlo sulfureo di Bifo sul ritorno del comunismo e compie un lungo viaggio nella storia contemporanea utilizzando straordinari filmati di repertorio in bianco e nero alternati con immagini colorate e psichedeliche.

Sulle note de La cavalcata delle Valchirie, indimenticabile colonna sonora di “Apocalypse Now”, si rievocano le assemblee studentesche di quegli anni e gli scontri di piazza che culminarono nel 1968 con le cariche di Valle Giulia a Roma. I destini degli operai della Fiat Mirafiori si saldano con le istanze libertarie degli intellettuali. Si arriva così al 1977, l’anno della rivolta. A Milano nel Parco Lambro durante il Festival del Re Nudo si danza nudi e si pratica l’amore libero. A Bologna, si urla nei cortei “precario è bello”, mentre a Londra i Sex Pistols cantano “no future”, nello stesso momento in cui la Lady di Ferro inizia la sua controrivoluzione liberista. Il 3 marzo 1977, Bologna brucia e mette in chiave creativa l’immaginario bolscevico. Una cosa è certa: il mondo non sarà mai più come prima con la fantasia al potere. Eppure è proprio in questo importante momento che si rompono gli equilibri precari tra il lato lieve e sognatore del movimento e quello più oscuro che vincerà. La violenza, infatti, esploderà con tutta la sua potenza e gli scenari politici muteranno rapidamente, fino ad arrivare alla caduta del Muro di Berlino del 1989, evento che accelera bruscamente il tramonto dell’impero sovietico.

Comunismo futuro: un’opera molto ben riuscita grazie ad un montaggio eccellente e una colonna sonora indovinata

Il documentario di Gropplero è un film politico importante che racconta in meno di due ore la storia del mondo degli ultimi quarant’anni, e di come l’abbia influenzato l’ideologia comunista. Lo fa in modo insolitamente leggero e originale, armandosi di una forte dose d’ironia, incarnata dal suo narratore.

La grafica anni ’20 delle avanguardie russe diventa un tutt’uno con spettacolari animazioni cubiste e futuriste, in un montaggio veloce che inchioda lo spettatore. Il presente, arriva invece con le riprese forti delle manifestazioni no global di Genova, i frame dei video di Anonymous e i dati sensibili rubati e resi pubblici da Snowden per una ribellione che adesso passa per il sabotaggio della rete, anche perché nel frattempo, l’unica scelta rimasta, sembra quella tra globalismo selvaggio e nazionalismi vari.

In una narrazione apparentemente caotica, Bifo fa da raccordo a un macrocosmo visivo straordinario, dando leggerezza a un argomento quanto mai complesso. “Comunismo Futuro” nasce dal coraggio di un regista e produttore che ha saputo mettere insieme una squadra di artisti e tecnici eccellenti, puntando su una distribuzione indipendente che ha scelto per le proiezioni nelle varie città posti molto poco mainstream.

Andrea Gropplero di Troppenburg presenta il suo film a Roma il 10 maggio all’Apollo Undici e il 12 al Spin Time Labs. A seguire la proiezione del cortometraggio “Eyes” di Maria Laura Moraci. Presente l’autrice.

Ivana Faranda

Trama

  • Regia: Andrea Gropplero di Troppenburg
  • Cast: Franco Berardi Bifo
  • Genere: documentario, colore
  • Durata: 72 minuti
  • Produzione: Italia, 2017
  • Distribuzione: indipendente

Comunismo Futuro posterCosa resta del Comunismo e dove sta andando il mondo contemporaneo? Sembra questa la domanda che pone il regista e produttore Andrea Gropplero di Troppenburg in “Comunismo futuro”. Un solo interprete, Franco Berardi Bifo, bolognese come l’autore e coproduttore. Il carismatico personaggio si racconta, sin dalla sua prima tessera del Partito Comunista presa a soli 14 anni. La sua viva voce è il fil rouge di una serie straordinaria di immagini montante magistralmente da Paolo Sbrango Marzoni e Camille Marteaux.

Comunismo futuro: un chaos movie vertiginoso

L’autore stesso definisce “Comunismo futuro” un chaos-movie, un viaggio vertiginoso verso il futuro.
Tutta la narrazione è vista dagli occhi spalancati del giovane Bifo, che con la sua vita ha attraversato gran parte del ventesimo secolo. Franco Berardi, un uomo che si è formato negli anni ’60, che ha vissuto il ’68 come studente ribelle e poi ha animato il ’77, l’anno in cui il futuro finì e il non futuro di oggi incominciò. Le immagini che si alternano vorticosamente nell’opera vengono dagli archivi russi, e da quelli della Cineteca di Bologna, degli archivi del Movimento Operaio. Su questo melange visivo si innesta la colonna sonora che rispecchia il mondo del cinema e del reale. Guerre, scontri di piazza, assemblee studentesche del passato si fondono con quelle del futuro presente. Tra queste, la foto drammatica del corpo sull’asfalto del giovane Carlo Giuliani ucciso nel G8 di Genova.
“Comunismo futuro” ha una distribuzione molto particolare per scelta dell’autore.
Andrea Groppero di Troppenburg ha prodotto il suo documentario con il preciso intento di distribuirlo solo in spazi indipendenti. Del resto, lui stesso è stato parte attiva di occupazioni importanti come quella del Teatro Valle Occupato, una esperienza importante che ha lasciato il segno negli anni di desertificazione culturale.

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