Come un tuono – Recensione

Come un tuono – Recensione

Ryan Gosling e Bradley Cooper insieme in un film dai grandi nomi e dai molteplici generi

(The Place Beyond the Pines) Regia: Derek Cianfrance – Cast: Bradley Cooper, Ryan Gosling, Eva Mendes, Rose Byrne, Ben Mendelsohn, Ray Liotta, Mahershalalhashbaz Ali – Genere: Thriller, colore, 140 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 4 aprile 2013.

come-un-tuono“Come un tuono” racconta la storia di quattro uomini – e di due generazioni – che lottano per lasciarsi alla spalle un passato sanguinoso. Un misterioso pilota di motociclette, Luke (Ryan Gosling) lascia il mondo delle esibizioni ambulanti quando scopre che la sua ex ragazza Romina (Eva Mendes) ha da poco partorito di nascosto suo figlio. Nel tentativo di provvedere alla sua nuova famiglia, Luke commette una serie di rapine ma la situazione si complica quando dovrà affrontare l’ambizioso ufficiale di polizia Avery Cross (Bradley Cooper).

Dopo il successo di “Blue Valentine” il regista Derek Cianfrance torna a collaborare con Ryan Gosling, attore dotato come sempre di grande presenza scenica, talento che conferma sin dalla prima lunga scena in cui lo vediamo entrare prepotentemente sullo schermo in un piano sequenza che segue il protagonista dalla sua roulotte al globo per l’esibizione in moto.

Il personaggio di Gosling si pone fin da subito come stereotipato sul modello di James Dean, atteggiamento misterioso di chi ne ha passate tante e una buona dose di fascino e sprezzo del pericolo.

La pellicola, lunga ben 140 minuti, copre inaspettatamente un arco temporale molto lungo, ben quindici anni, rispetto alle premesse che risultano dalle prime immagini e dalla discutibile e meno poetica scelta del titolo italiano (tratto da una battuta alla “Gioventù bruciata” – “chi corre come un fulmine si schianta come un tuono”). Il film affronta anche, durante le tre sezioni in cui è facilmente divisibile, una serie di generi. Nel bel mezzo della storia, infatti, ci si scopre a domandarsi: è un film sul bruciarsi subito invece di spegnersi lentamente o è un film denuncia? E’ una storia di vendetta o è dramma sentimentale? Interrogativi che accompagnano lo spettatore fino alla fine, in cui giunge all’amara verità. In realtà come spesso accade in questi casi, ovvero quando la sceneggiatura è un po’ approssimativa e si cerca di riempirla fino al limite, “Come un tuono” è un po’ tutto e un po’ nessuna delle cose. La pellicola infatti sembra sorvolare un po’ troppo da lontano ogni esperienza cambiando direzione nel momento in cui lo spettatore inizia a affezionarsi alla vicenda. Non aiuta purtroppo neanche il fatto che le varie direzioni finiscano sempre per cadere nella deludente prevedibilità.

Se l’intento del regista, come lui stesso ha dichiarato, è quello di non trasmettere alcun messaggio in particolare è sicuramente riuscito poiché quello che sembra trasparire dal finale (l’eterno ripetersi di un ineluttabile destino?) pare piuttosto smielato e incapace di colpire, diversamente dal precedente e profondo “Blue Valentine”.

Superata la poco incisiva e altalenante sceneggiatura, Cianfrance mette comunque insieme un cast di grandi nomi che non delude (due su tutti Gosling e Cooper) e mostra la sua abilità nelle frequenti lunghe inquadrature senza stacco, con una fotografia molto naturale, che rendono comunque sopportabile l’eccessiva durata del lungometraggio, accompagnato anche da buoni pezzi musicali.

Miriam Reale

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *