Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto (2021)

Come un gatto in tangenziale – Ritorno a Coccia di morto (2021)

Come un gatto in tangenziale- Ritorno a coccia di morto : Formentera non esiste

Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto

Monica e Giovanni si ritrovano tre anni dopo la fine della loro storia d'amore, durata come un gatto in tangenziale, dopo che noi li avevamo lasciati su quella panchina a piazza Cavour.

“Non siamo partiti con l’idea di fare un sequel, questa storia è nata durante il lockdown", dice Paola Cortellesi. Ancora  al fianco di Antonio Albanese, per la regia del compagno  Riccardo Milani: "Raccontiamo un paese che si vuole ricompattare".

Pochi anni sono passati ma tutto è cambiato da allora, è rimasto un paese dalla spaccatura abissale, ma ancora con tanta voglia di sorridere e ricostruirsi. E' ampia la riflessione offerta da questo sequel, dove le risate e la spensieratezza lasciano sempre respiro a riflessioni profonde, seppur mai troppo invasive, bensì sempre in coppia ad una sana ironia.

Monica finisce in carcere per colpa delle solite gemelle ammalate di "shopping compulsivo" e lei decide di fare l'impossibile per evitare che suo figlio Alessio, al ritorno da Londra dove era andato a  lavorare, la trovi dietro le sbarre. Allora chiama "quella specie di  ministro" Giovanni, l'unico in grado di offrirle un aiuto concreto, una via di fuga e di libertà.

E lui, in cambio della libertà, le offre di scontare gli arresti "domiciliari" nel luogo più temuto da Monica, un convento di suore e preti, governato dal prestante Don Davide, l'intrepido Luca Argentero. Dal carcere alla parrocchia, e quest'ultima, come uno scherzo del destino, sorge proprio accanto al nuovo polo culturale che Giovanni sta per inaugurare insieme alla sua nuova fidanzata, cacciatrice di sponsor, interpretata da Sara Ferdelbaum.

Da qui partono una serie infinita di gag esilaranti, accompagnate da nuovi tormentoni, dove risate sonore si accompagnano a emozioni pure, capaci di sciogliere il cuore di ognuno, compresi i protagonisti.

Roma è bella sempre, pure se la piji a calci

Riccardo Milani fa l'operazione più coraggiosa di tutte, non si accontenta di replicare il filone precedente, ma cerca nuove strade, nuovi approfondimenti, sorti da una riflessione sul sociale e da una sua visita ai centri di sacerdoti militanti a Milano.

"Un luogo da vivere come individui per ritrovare il senso della comunità".

Una scelta comunque coerente, che ancor di più affonda le mani nel divario tra la gente di borgata e la sinistra elitaria, che predica bene, ma non conosce veramente le masse, abbandonate in una periferia degradata, sia dal punto di vista economico, che culturale.

"La distanza sociale tra me e te non è un metro, ma una voragine".

Importanti anche le figure di contorno, tra tutte  Don Davide, un "prete operaio" che accetta di sporcarsi le mani e rischiare la galera per il bene della comunità e riesce anche a gettare nuove luci su una ex moglie, dedita fino ad allora solo alla lavanda e ad uno snobismo eccessivo, che ora si rinnova e avvicina le distanze.

Un vero viaggio multiforme tra borgatari qualunquisti convinti che con la "cultura non se magna", tra mariti violenti e donne succubi, tra anticlericali che vedono le suore  solo come fonte di sfortuna, e una sinistra convinta di salvare queste figure, ma che oramai ha smarrito la missione, logorata tra novelli radical chic, convenzioni fusion vuote ed inutili e un sistema obsoleto che necessita solo di essere infranto.

E per citare un grande come Pablo Picasso " non giudicare sbagliato ciò che non conosci, ma cogli l'occasione per comprendere".

Chiaretta Migliani Cavina

Come un gatto in Tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto posterCome un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di morto”, diretto da Riccardo Milani è il sequel di “Come un gatto in tangenziale” del 2017.

Si torna a ridere con Monica e Giovanni, tre anni dopo la fine della loro storia d'amore, durata appunto come un gatto in tangenziale, come avevano previsto sulla panchina di Piazza Cavour.

Come un gatto in tangenziale: ritorno a coccia di morto: stessa spiaggia stesso mare

Riappare sugli schermi la coppia più improbabile del cinema italiano, insieme alle gemelle malate di shopping compulsivo, o quasi, e ad una new entry, un prete molto pio, interpretato da Luca Argentero, che fa l'impossibile per aiutare chi ne ha bisogno.
Tre anni dopo la sua relazione con Giovanni, Monica si ritrova in carcere a causa di un furto e decide, per farsi rilasciare e riprendere in mano la sua vita, di chiedere aiuto al suo ex, impegnato sia con Camilla (Sarah Felberbaum), sia in un progetto di recupero di uno spazio in periferia.

La pellicola affronta un altro viaggio nella periferia della capitale, ma anche l'occasione per scoprire le bellezze di Roma e come apprendiamo dalle parole di Paola Cortellesi "anch’io provengo da una borgata romana, Massimina, non difficile come Bastogi, ma sempre una borgata, e per me e mio marito (il regista appunto) raccontare certi mondi è un’urgenza. Poi, per carità, mica siamo predicatori. Non facciamo comizi, raccontiamo storie, che è il nostro mestiere».
Il cast oltre ai volti noti di Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Claudio Amendola e Sonia Bergamasco, si arricchisce di Luca Argentero e Sarah Felberbaum. Il lungometraggio è distribuito da Vision Distribution nelle sale italiane.

La commedia che ha trionfato al botteghino

"Come un gatto in tangenziale" vedeva i due protagonisti vivere una situazione davvero opposta, che andava dall'occupazione, ai quartieri, così come alle aspirazioni delle due famiglie. Una differente condizione sociale ed economica che più volte non impedisce alle persone di incontrarsi e condividere insieme qualcosa, o anche innamorarsi. Come infatti succedeva ai figli di Giovanni e Monica. Alleandosi per evitare un'unione, i due genitori si ritrovavano poi, loro stessi, a imparare qualcosa dall'altro. Divertente, e con un messaggio sociale alla base, “Come un gatto in tangenziale” era ambientato in un città che passava dalla Roma bene a una borgata più degradata, nella periferia nella città. Un'ambientazione che si rifletteva negli stili di vita e negli obiettivi preposti dai vari protagonisti dei due mondi, matrice di partenza anche del sequel.

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