Eco Del Cinema

Come l’acqua per gli elefanti – Recensione

Un film di lento respiro in cui Pattinson attirerà le folle e Waltz e Witherspoon condurranno le danze

(Water for Elephants) Regia: Francis Lawrence – Cast: Robert Pattinson, Reese Witherspoon, Christoph Waltz, Hal Holbrook, James Frain, Paul Schneider – Genere: Drammatico, colore, 121 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 6 maggio 2011.

comeacquaperelefantiQuando da un buon romanzo si scrive una sceneggiatura ci si aspetta sempre che essa sia fedele all’opera cartacea, che ne trasporti le atmosfere, i personaggi e soprattutto la storia che li riguarda. Quando Richard LaGravenese, sceneggiatore di “Come l’acqua per gli elefanti” ha adattato l’omonimo romanzo di Sara Gruen non ha adempito a tale compito. Le atmosfere degli anni ’30, del proibizionismo, della vita circense, sono rarefatte, e paradossalmente hanno un sapore stilistico troppo moderno. Ma in questo l’errore è del regista. Nonostante le acconciature, i vestiti, gli scenari d’epoca, il film sembra un’illusione di quel periodo. Lo spettatore non è immerso in un contesto realistico, ma piuttosto fittizio.

E l’illusione è proprio uno dei punti chiave del film, che parla della vita del giovane Jacob Jankowski, veterinario all’ultimo esame dalla laurea alla Cornell University che vede la sua vita cambiare drasticamente dopo un tragico incidente nel quale perde i genitori. Senza denaro si imbatte nella compagnia del circo dei fratelli Benzini dove conoscerà lo spietato proprietario August Rosenbluth (Christoph Waltz) e sua moglie Marlena, la star della compagnia (Reese Whiterspoon). Una storia d’amore impossibile che diviene possibile quando ad unire Jacob a Marlena interviene l’elefantessa Rosie, che lega i due giovani contro August.

Le crudeltà del circo, la vita dura e sporca in cui si va in scena fino alla morte è nascosta dietro la facciata dello spettacolo, il pubblico deve avere l’illusione che tutto sia perfetto, anche se non lo è. Christoph Waltz ha un talento innato per la recitazione, ed è stato perfetto nel dare vita ad un personaggio fragile e folle come August. Con un semplice sguardo è in grado di passare da uno stato emotivo all’altro in pochi istanti. Brava anche Reese Whiterspoon, a proprio agio con un personaggio come Marlena che ha una complessa storia alle spalle. La nota dolente è Robert Pattinson, che non riesce a schiodarsi dal viso quell’espressione statica e stucchevole. Sembra di vedere il protagonista di “Remember Me” nel 1931, o il vampiro Edward Cullen prima della trasformazione. Per continuare a recitare il futuro venticinquenne ha bisogno di molto, davvero molto studio, dato che diviene quasi invisibile al fianco di Waltz.

Il mondo della settima arte non è per tutti e, alla lunga, non saranno due canini a salvare Pattinson dal baratro del dimenticatoio.

Anche a causa del suo protagonista la narrazione, che sulla carta è vincente, in pellicola non è fluida né avvincente. Se il regista Francis Lawrence frequentasse ancora scuola il suo giudizio sul registro sarebbe “potrebbe fare di più ma non si applica”.

Eva Carducci

Come l’acqua per gli elefanti – Recensione

Articoli correlati

Condividi