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Circumstance – Recensione

Premiato dal pubblico al Sundance festival, nella classifica di Indiewire tra i migliori film indipendenti dell’anno, “Circumstance” approda al Festival Internazionale del Film di Roma, fuori concorso nella sezione ‘L’altro Cinema – Extra’

Regia: Maryam Keshavarz – Cast: Nikohl Boosheri, Sarah Kazemy, Nasrin Pakkho, Reza Sixo Safai, Soheil Parsa, Sina Amedson, Keon Mohajeri – Genere: Drammatico, colore, 107 minuti – Produzione: USA, Francia, Libano, Iran, 2011.

Veramentcircumstancee interessante la pellicola d’esordio di Maryam Keshavarz, che ci proietta in una Teheran contemporanea dove, dietro a un perbenismo di facciata, soprattutto tra le classi più abbienti, si nascondono abitudini e vizi occidentali, impossibili da accettare, soprattutto se di certe libertà intendono goderne le donne.

La giovane regista, sorella di Hossein Keshavarz, che lo scorso anno aveva presentato sempre a Roma il suo “Dog Sweat”, girato clandestinamente nella capitale iraniana poco prima delle elezioni del 2009, per il suo film non corre rischi, effettuando le riprese interamente in Libano.

La storia ruota attorno alle vicende di due ragazze, Atafeh e Shireen, dotate di grande bellezza e fascino, legate in apparenza da una grande amicizia. Esse vivono la loro vita a Teheran, coi loro amici e le loro feste, cercando in tutti i modi di non risentire delle pesanti costrizioni imposte dal regime. In realtà in un primo tempo pare che un po’ tutti vivano adattando secondo il proprio comodo le rigide norme religiose. Il ritorno a casa di Mehran, fratello di Atafeh, dopo un periodo trascorso in un centro di recupero per tossicodipendenze, sembra non alterare gli equilibri delle giovani e delle loro famiglie. Ma Mehran è cambiato, le due giovani vivono ora il loro sentimento, trasformato in amore, trovandosi inconsapevolmente al centro di una trama di fatta di tradimenti, spionaggio e questioni di famiglia. Sempre muovendosi, in certi momenti letteralmente danzando, con la loro prorompente sensualità, le due ragazze cercano di sopravvivere a umiliazioni e intimidazioni continue. Attraverso l’evolversi del loro rapporto scopriamo come sia facile che l’integralismo possa insinuarsi anche all’interno di una famiglia liberale, portandola a modifiche sostanziali nelle abitudini quotidiane. Nel film si parla anche di come la voglia di libertà possa portare agli eccessi, perché chi non è libero non può di sicuro sapere come gestirsi.

“Circumstance” mostra questo e molto di più con grande sincerità, che traspare in ogni scena di un girato asciutto, ma non scarno, realistico, ma non banale, dove sono le singole situazioni a dar voce all’anima dei personaggi. “Circumstance” è un film sull’amore e sulla libertà, ambientato in un paese dove spesso l’unica alternativa alla sottomissione fisica, morale e intellettuale rimane la fuga.

Daniele Battistoni

Circumstance – Recensione

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