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Ci vediamo domani – Recensione

Per la sua seconda prova da regista Andrea Zaccariello punta tutto sulla verve di Enrico Brignano, affidando a lui il compito di reggere sulle spalle un film che ambisce a richiamare le atmosfere del neorealismo italiano

Regia: Andrea Zaccariello – Cast: Enrico Brignano, Burt Young, Ricky Tognazzi, Francesca Inaudi, Liliana Oricchio Vallasciani, Giulia Salerno, Corinne Jiga, Salvatore Cantalupo, Andrea Mianulli, Giovanna Matechicchia, Luca Avalgiano – Genere: Commedia, colore, 103 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: Moviemax – Data di uscita: giovedì 11 aprile 2013.

civediamodomaniL’Italia è quello che è: un paese dominato dai cosidetti ‘furbetti del quartierino’, gente con poca voglia di lavorare ma che sogna il guadagno facile. Tra di loro c’è anche Marcello Santilli, protagonista di “Ci vediamo domani”. Una volta che il nostro eroe ha perso tutto in seguito a vari affari sbagliati, decide di tentare la fortuna aprendo un’agenzia di pompe funebri in un paesino della Puglia, Pietrafrisca, popolato interamente da vecchietti over 85. Purtroppo per lui gli ignari abitanti fanno tutto tranne che morire.

L’intento di Andrea Zaccariello e Paolo Rossi è quello di trasformare una storia semplice in una commedia sulla libertà, il senso della vita e della morte. Per fare ciò i due sceneggiatori decidono di sviluppare la storia intorno ai personaggi di Marcello Santilli, interpretato da Enrico Brignano, e dei vecchietti di Pietrafrisca, interpretati da attori non professionisti, tesi a rappresentare l’uno l’opposto dell’altro. Se da un lato il protagonista della commedia incarna il prototipo dell’uomo moderno, perennemente attaccato all’ultimo modello di ‘smartphone’, che ambisce al riconoscimento sociale e ad una vita agiata; dall’altra gli anziani abitanti di questo villaggio montano sono i rappresentanti di una vita semplice, fatta di gioie come un bicchiere di vino e una risata scambiata con un amico, che rimandano a tempi ormai lontani.

Inizialmente il personaggio interpretato da Enrico Brignano si pone con cinismo nei confronti di questi ingenui anziani, vedendo in loro solo potenziali clienti e quindi come una fonte di guadagno. In questa prima parte la seconda pellicola firmata da Zaccariello, riserva molti momenti di risate grazie ad un’infinita sequela di gag che richiamano quell’umorismo tipico della commedia all’inglese in puro stile “Arsenico e vecchi merletti”.

Pian piano che il protagonista assoluto della commedia inizia ad abbracciare lo stile di vita della comunità, subisce una sorta di catarsi iniziando un percorso che lo porterà a riflettere sul senso della vita e a considerare i suoi errori, grazie anche all’aiuto del saggio Palagonia, a cui dà il volto Burt Young. Ormai quando diventa chiaro che anche la sua ultima impresa sta fallendo, capisce che in un momento di crisi come quello che sta attraversando il nostro paese, il fatto di non avere niente può essere una risorsa e non una condanna.

È proprio dal 60’ minuto di proiezione che “Ci vediamo domani” cambia registro, volendo richiamare quelle atmosfere tipiche dei grandi classici del neorealismo italiano, in cui al centro della vicenda c’erano sempre dei personaggi che non avevano nulla, ma che si buttavano con coraggio e spensieratezza alla conquista di un futuro migliore. Da qui si dipana il discorso sulla libertà. Nel momento in cui non si possiede nulla siamo veramente liberi dalle schiavitù che ci impone il mondo moderno, possiamo fare ciò che più ci aggrada e soprattutto si possono scoprire a pieno i motivi per cui vale la pena vivere, l’amore e l’amicizia su tutti.

Per tanti versi la commedia è un prodotto ben fatto, gradevole, con un umorismo che per una volta non punta su toni demenziali o sull’espressione volgare per suscitare una facile risata nel pubblico. L’unico appunto che si può fare su questa commedia che riesce regala 102’ di pura evasione è sulla scelta degli interpreti.

Se da un lato gli sceneggiatori hanno fatto bene a credere in un soggetto che rappresenta per certi versi una novità nel panorama delle commedie italiane uscite negli ultimi anni, sul casting non sono stati altrettanto coraggiosi.

Alla fine non si vive di sola fama o gloria, e quando si crea un film c’è sempre la speranza che questo ottenga un buon riscontro al botteghino. Per ottenere ciò non c’è niente di più facile che reclutare un comico di chiara fama che ha fatto il tutto esaurito con i suoi spettacoli teatrali, ossia Enrico Brignano. Va riconosciuto all’attore romano l’impegno con cui ha cercato di passare da un registro all’altro alternando il comico al drammatico, dovendo reggere la scena da solo per il 98% della durata della pellicola. A tratti però la sua interpretazione subisce dei cali, dando l’impressione che a volte l’Enrico Brignano di “Tutto suo padre …e un po’ sua madre” abbia la meglio sull’Enrico Brignano, voce e corpo di Marcello Santilli.

A brillare su tutte sono invece le prove date dalla giovanissima Giulia Salerno, nel ruolo di Melania, e quelle di Andrea Mianulli, Giovanna Matechicchia, e Luca Avagliano che pur non essendo attori professionisti danno vita, in maniera magistrale, agli abitanti di questo ‘piccolo mondo antico’ incastonato tra gli altipiani pugliesi.

Da sottolineare anche la bellissima fotografia firmata da Giancarlo Lodi, che ci restituisce in tutto il loro splendore immagini che ritraggono luoghi che sembrano sospesi nel tempo e nello spazio.

In definitiva quindi “Ci vediamo domani” è una commedia divertente e a tratti commovente, magari non un capolavoro della cinematografia, ma ideale per passare una serata in maniera poco impegnativa.

Mirta Barisi

Ci vediamo domani – Recensione

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