Chi nasce tondo – Recensione

Un progetto realizzato grazie alla collaborazione di alcuni licei di Roma, che esplora quel mondo di personaggi poveri ma felici che popolano molte zone della capitale

Regia: Alessandro Valori – Cast: Valerio Mastandrea, Raffaele Vannoli, Sandra Milo, Glauco Onorato, Tiberio Murgia, Anna Longhi, Regina Orioli, Corrado Fortuna – Genere: Commedia, colore, 90 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Distribuzione: Istituto Luce – Data di uscita: 16 maggio 2008.

Una Roma scochinascetondomparsa fa da cornice a “Chi nasce quadro” d’Alessandro Valori, un mondo di “beautiful losers” molto più pulito di quello che sembra.

Si tratta di una produzione indipendente, girata completamente in digitale dalla Scuola di Cinema Digital Desk in collaborazione con l’Assessorato Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma. Gli studenti di vari licei della capitale hanno infatti partecipato al progetto dalla sceneggiatura alla montatura. Non a caso il film è stato presentato ieri presso il liceo classico di Roma “Tito Lucrezio Caro”, una delle scuole coinvolte.

Valerio Mastandrea, e Raffaele Cannoli ne sono gli interpreti principali oltre ad una serie di caratteristi romani e a Sandra Milo. I due cugini Mario e Righetto si ritrovano dopo anni di lontananza per cercare la vecchia nonna fuggita dalla casa di riposo dopo averne svaligiato la cassaforte. Girando per Roma su una Vespa sgangherata troveranno una serie di personaggi ai limiti della legalità eppure tanto ricchi d’umanità. Tra questi spicca un prete assolutamente straordinario e una vecchia puttana di buon cuore interpretata da una sempre esuberante Sandrocchia. Proprio lei ha difeso a spada tratta il cinema italiano ricordandolo come il primo del mondo, purtroppo totalmente abbandonato dallo Stato.

L’attrice tanto amata dal maestro Fellini ha anche fatto notare l’assenza in conferenza stampa dei due attori protagonisti pur giudicandoli “bravissimi”. Girato completamente in digitale il film sarà distribuito dall’Istituto Luce per il momento solo a Roma e nel Lazio in un numero peraltro limitato di copie. Questo a causa dell’inadeguatezza tecnica delle sale cinematografiche ma anche della forte “romanità” che potrebbe rendere il prodotto difficilmente fruibile in tutta Italia.

In ogni modo un buon successo per un film che è già stato premiato lo scorso aprile all’ultima edizione del Riff Roma Independente Film Festival e che potrebbe crescere molto con il passaparola.

Ivana Faranda

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