Che – L’Argentino – Recensione

Primo capitolo del biopic di Steven Soderbergh sulla vita del rivoluzionario Che Guevara

(Che: Part One) Regia: Steven Soderbergh – Cast: Benicio Del Toro, Demian Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Minguez, Jorge Perugorrìa – Genere: Biografico, colore, 131 minuti – Produzione: USA, Francia, Spagna, 2008 – Distribuzione: BIM – Data di uscita: 10 aprile 2009.

Dopo aver raccche-l'argentinoontato ne “I diari della motocicletta” di Walter Salles il viaggio iniziatico di Ernesto Guevara de la Serna, volenteroso studente di medicina, alla scoperta dei problemi del Sudamerica in sella alla mitica motocicletta Poderosa, il massiccio biopic di Steven Soderbergh, che è valso il premio a Benicio Del Toro al Festival di Cannes 2008, si sofferma invece sulle vicende più o meno note a tutti che hanno reso il Che una vera icona del ventesimo secolo.

Dal primo incontro a Città del Messico con l’esule Fidel Castro al suo arruolamento tra gli 80 ribelli che sbarcarono a Cuba per tentare l’impresa apparentemente impossibile di rovesciare la dittatura corrotta e foraggiata dagli USA di Fulgencio Batista, dalla lunga marcia sulle montagne della Sierra Madre alla conquista de L’Havana tra combattimenti, arruolamento e addestramento dei volontari, cura dei malati e indottrinamento del giovane esercito. Di sfondo il celebre intervento all’Onu nel 1964 in cui Guevara si scagliò contro tutti gli imperialismi e a favore dell’autodeterminazione dei popoli.

 Data la mole di materiale a disposizione e la volontà di rappresentare la storia dell’eroe argentino nella maniera più accurata possibile, Soderbergh ha dovuto dividere il film in due parti (scelta che ormai sembra andare di gran moda) riservando per la seconda parte le vicende che videro El Che guerrigliero in Bolivia fino alla sua controversa cattura e uccisione su mandato della CIA.

Di un film forse eccessivamente lungo, verboso e inevitabilmente didascalico, rimane innanzitutto la grande performance di un Benicio Del Toro impressionante nella sua somiglianza fisica e di postura, in grado di mostrare anche i limiti fisici che l’asma procurò a Guevara nel corso di tutta la vita e gli atteggiamenti autoritari e a volte spietati ma connaturati con la disciplina militare.

Dal punto di vista registico Soderbergh dimostra la sua predilezione per la camera a mano che tanto aveva impressionato in “Traffic”, affidandosi all’innovativa RED, ovvero una digitale in grado di sfruttare a pieno la luce naturale e di garantire la qualità di una pellicola 35 mm.

 Il taglio paradocumentaristico viene rafforzato dalle locations reali, dall’assenza di una colonna sonora e dall’utilizzo di filmati d’epoca sapientemente miscelati con il bianco e nero riservato al discorso nel Palazzo delle Nazioni Unite.

Vassili Casula

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