Cavalli – Recensione

Cavalli – Recensione

Perla poetica tutta italiana che arriva nei cinema dopo la presentazione al Controcampo Italiano del Lido di Venezia

Regia: Michele Rho – Cast: Vinicio Marchioni, Michele Alhaique, Antonella Attili, Thomas Trabacchi, Giulia Michelini, Duccio Camerini, Andrea Occhipinti, Fausto Maria Sciarappa, Marco Iermanò, Pippo Del Bono, Paolo Zuccari – Genere: Drammatico, colore, 90 minuti – Produzione: Italia, 2011 – Data di uscita: 21 ottobre 2011.

A fine Ottocentcavalli-loco, in un paesino degli Appennini, in una casa sperduta in mezzo a una vallata, vivono Alessandro e Pietro, due fratelli diversi e legatissimi. I ragazzi, di undici e tredici anni, spensierati e pieni di energia, vivono come animali selvaggi, cacciandosi sempre nei guai e trascorrendo le loro giornate tra le corse con i carretti, i tuffi al fiume e i furti nella cantina. Quando la madre muore, il padre vende gli ultimi averi per regalare loro una coppia di bellissimi puledri non ancora domati, Baio e Sauro. Divenuti adulti, mentre Alessandro sente crescere il desiderio di oltrepassare le montagne e andare lontano, Pietro vuole diventare un allevatore e vivere con Veronica, la ragazza che ama.

Usciti dal cinema vi ricorderete, di questo film, soprattutto della straordinaria fotografia, a cura di Andrea Locatelli: immagini dense di colore e di pathos, mai sotto tono, mai casuali. Se è vero che creare tagli spettacolari con dei panorami molto belli è estremamente facile e alla portata di qualsiasi regista, è altrettanto certo che non tutti sanno cogliere gli istanti del respiro, dello sguardo e dell’intensità dei gesti, e in questo il film riesce benissimo.

Soddisfa molto meno, invece, la trasposizione in sceneggiatura da parte di Francesco Ghiaccio e del regista dell’omonimo racconto di Pietro Grossi: i dialoghi utilizzano parole molto contemporanee, a volte piatte, e le voci sono in dizione quasi perfetta, prive di inflessioni dialettali, quindi poco realistiche rispetto al contesto e al periodo storico narrato.

Michele Rho tratta una storia molto semplice, in effetti “piccola” nei suoi limiti, ma propria di chiunque, assolutamente naturale e con una regia appassionata, che rispecchia tantissimo la sua esperienza teatrale prima che cinematografica. Un poco più di “vissuto umano” espresso da attori e dialoghi non avrebbe di certo nuociuto al film, che resta comunque una buona prestazione, per essere un’opera prima.

Claudia Resta

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