Carnage – Recensione

Carnage: in novanta minuti la stupidità e le meschinità dell’essere umano

Regia: Roman Polanski – Cast: Kate Winslet, Christoph Waltz, Jodie Foster, Matt Dillon, John C. Reilly – Genere: Drammatico, colore, 79 minuti – Produzione: Germania, Francia, 2011 – Distribuzione: Medusa Film – Data di uscita: 16 settembre 2011.

Tratto da una carnagecommedia di Yasmina Reza “ Il dio della carneficina”, “Carnage” è un ritratto al vetriolo della buona borghesia, prigioniera della sua ipocrisia. Che tutti portiamo una maschera è un dato ma che succede quando cade? È quello che scoprono due coppie Bobo, ovvero Bourgeois Bohèmien newyorkesi, che si incontrano per discutere dei figli undicenni che si sono pestati in un parco. All’inizio è tutto uno scambio di cortesie, tra caffè e torta fatta in casa dalla padrona di casa Jodie Foster. Ma pian piano i toni salgono e dalle battutine sarcastiche si passa alle cattiverie vere. Le differenze sociali saltano fuori palesemente. I Longstreetsono più semplici apparentemente mentre i Cowen sono più rampanti. Del resto Alan, avvocato, passa tutto il tempo al suo cellulare per impostare la difesa di una multinazionale farmaceutica dagli effetti collaterali di un farmaco in commercio. Michael Longstreet invece è un uomo che sembra dimesso e gestisce un negozio di sanitari. Sua moglie Penelope/Jodie Foster è una colta signora malata di terzomondismo che sta scrivendo un libro sul Darfur. Mentre Nancy Cowen/Kate Winslet è una sciccosissima operatrice di borsa. Dall’incontro di persone così diverse non può che scaturire il caos ed è quello che avviene, complice qualche bicchiere di troppo.

Tutta l’azione si svolge in tempo reale, 90 minuti nell’appartamento di una delle due coppie, senza alcuna interruzione. Viene subito in mente il film di Alfred Hitchcock “Nodo alla gola”, un intero piano sequenza girato in una casa londinese. Ma lì si trattava di un giallo, quì è di scena la stupidità e la meschinità dell’essere umano e le profonde differenze tra uomo e donna. In fondo, i quattro protagonisti sono quasi tutti infelici, le signore soprattutto.

L’algida Kate Winslet dopo aver vomitato il dolce sul divano e sui libri di Penelope, si trova a confessare la sua solitudine a quella che sembrava una nemica solo un’ora prima. I due maschi, anche loro uniti pur nella loro diversità, si alleano contro le loro consorti e guardano con aria basita una straordinaria Jodie Foster che parla della “sua Africa”. Le interpreti femminili sono assolutamente fantastiche e in sintonia totale.

L’avvocato/squalo Alan è Christoph Waltz, che è il lato opposto della medaglia del venditore all’ingrosso Michael/John C. Reilly. Il suo personaggio è quanto mai sfaccettato ed è accusato di aver ucciso il criceto della figlia, animaletto che scopriremo vivo e vegeto nel parco vicino ai due ragazzini che si erano menati che adesso giocano insieme.

Roman Polanski con “Carnage” porta in scena il teatro nel cinema, con un ritmo incalzante anche grazie ad un poker d’attori d’eccezione. Da sottolineare, come sempre, i costumi firmati da Milena Canonero, già collaboratrice di Kubrick e Coppola. Sono loro a sottolineare soprattutto la classe sociale delle signore. Non si capisce perché la giuria di Venezia sia stata così avara con “Carnage”, che siamo sicuri sarà premiato dal pubblico in sala.

Ivana Faranda

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