Cake – Recensione

Cake – Recensione

Jennifer Aniston con una performance brillante mostra l’effetto del dolore cronico sul corpo e sulla mente umana

Regia: Daniel Barnz – Cast: Jennifer Aniston, Anna Kendrick, Britt Robertson, Sam Worthington, Lucy Punch – Genere: Drammatico, colore, 102 minuti – Produzione: USA, 2014 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 7 maggio 2015.

cakeClaire Simmons soffre. Il suo dolore fisico è evidente dalle cicatrici che segnano il suo corpo e dal modo in cui si trascina in giro, sussultando a ogni tentativo di fare un passo. L’unica persona rimasta nella sua solitaria esistenza è la badante e domestica, Silvana, che poco sopporta il bisogno di liquori e pillole del suo capo. Ma il suicidio di Nina, uno dei membri del gruppo di supporto che frequentava, fa giungere in lei una nuova ossessione. Facendosi continue domande sulla morte di una donna che conosceva a malapena, Claire esplora il confine fra vita e morte, abbandono e cuore spezzato, pericolo e salvezza.

Una performance da Oscar quella di Jennifer Aniston in “Cake”, che racconta la vita di una donna di Los Angeles e della sua lotta contro il dolore cronico. Il regista Daniel Barnz e lo sceneggiatore Patrick Tobin, in modo anche umoristico, si avvicinano a questioni pesanti come il suicidio, il dolore, la separazione e la dipendenza dai farmaci.

Claire è il tipo di persona che dice tutto ciò che le passa per la testa senza preoccuparsi della reazione degli altri. Cinica e burbera, con il suo atteggiamento fa sorridere lo spettatore più volte ma il suo è solo un modo per proteggersi, per non mostrare le sue sofferenze e le sue paure più profonde. Il film infatti presenta molti personaggi che soffrono, ognuno per un motivo diverso, ma Claire rifiuta l’idea di essere come loro reagendo con il suo ‘caratteraccio’.

“Cake” è anche una storia sulla dipendenza e ciò si evince dal modo compulsivo con cui Claire tiene sotto controllo la sua scorta di farmaci segreti o la sua abitudine di reclinare completamente indietro il sedile del passeggero perché per lei il dolore è troppo grande per sedersi normalmente. Queste ripetizioni non sono altro che indizi, che guidano lo spettatore verso la verità e che mostrano l’antieroina Aniston sotto una luce più compassionevole. Solo gradualmente veniamo a conoscenza del suo passato e soprattutto del perché è così attratta dalla famiglia di una donna del suo gruppo di sostegno che si è suicidata.

Jennifer Aniston in ogni resipiro e cipiglio di Claire, anche se costruiti, colpisce al cuore. Bellissimo e toccante è il rapporto che si sviluppa tra lei e la sua domestica Silvana che sopporta il sua comportamento maleducato e le continue richieste. Ma in più di una scena sono mostrati accenni di gentilezza da parte della protagonista che rivelano quanto in fondo sia buona e fragile.

“Cake” è quindi un film sul dolore fisico e mentale che può provocare un trauma. La pellicola si dedica soprattutto ai diversi percorsi che una persona intraprende per andare avanti e anche se la trama è banale e piena di cliché, rimane comunque un’eccellente prova del regista e un’ottima interpretazione di Jennifer Aniston.

Federica Fausto

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