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Beyond – Recensione

Con “Beyond” Pernilla August esordisce alla regia con una storia sulla memoria tratta dal best seller di Susanna Alakoski “Svinalangorna”

Regia: Pernilla August – Cast: Noomi Rapace, Ola Rapace, Outi Mäenpää, Ville Virtanen, Tehilla Blad – Genere: Drammatico, colore, 95 minuti – Produzione: Svezia, Finlandia, 2011 – Distribuzione: Sacher Distribuzione – Data di uscita: 4 marzo 2011.

beyond-locUna donna felicemente sposata con due bellissime bambine viene svegliata da una telefonata il giorno della Festa di Santa Lucia. Dietro la cornetta un fantasma, che lei aveva nascosto dentro di lei per anni, ma che prima o poi doveva riemergere… la madre.

Inizia così “Beyond” opera prima della regista svedese Pernilla August, attrice feticcio a soli 12 anni del grande Ingmar Bergman nel suo film testamento “Fanny e Alexander”, nonché sposata in seconde nozze con il cineasta danese Bille August.

Tratto dal bestseller di Susanna Alakoski “Svinalangorna”, il film si è aggiudicato al Festival di Venezia 2010 il Premio del Pubblico alla Settimana Internazionale della Critica. La Svezia raccontata dalla regista, come da tradizione cinematografica e teatrale, è molto lontana da quella delle pubblicità di Ikea.

Leena ha costruito la sua felicità presente sulla rimozione del suo passato doloroso e prima o poi, gli spettri di memoria Ibseniana ritornano e bisogna farci pace. Tutta la storia è raccontata in soggettiva attraverso i due piani temporali, quello del presente e quello del passato, che diventano un tutt’uno. Lo spettatore è lì con Leena adulta, interpretata da Noomi Rapace, e con lei bambina che ha le fattezze di Tehilla Blad, già suo alter ego giovane nella trilogia “Millennium”.

Assistiamo impotenti alla strategia di sopravvivenza della ragazzina davanti alle scene spaventose tra padre e madre alcolizzati, che venendo dalla Finlandia non si sono mai veramente integrati in Svezia. Con lei, c’è il piccolo Sakari, che diventerà l’agnello sacrificale di questa tragedia familiare. Le feste natalizie diventano un brutto ricordo, come in “Fanny e Alexander” e un notturno di Chopin fa da sottofondo. Ma vediamo anche Leena, che si confronta con la madre morente e le fa fumare l’ultima sigaretta.

Alla fine, il dolore di Leena troverà la sua catarsi in un pianto liberatorio. L’opera si chiude con una carezza alla madre in un bianco abbacinante che sfuma sui titoli di coda. In “Beyond” c’è tutta la storia artistica della regista con un finale di luce. Tra gli interpreti spiccano sez’altro i due attori ragazzini Tehilla Blad/Leena e il piccolo Junior Blad/Sakari, il cui sguardo catatonico arriva dritto negli occhi degli spettatori. Intensa Noomi Rapace, forte nella sua fragilità che ha accanto il marito (anche nella vita) Ola Rapace.

Ivana Faranda

Beyond – Recensione

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