Benvenuti… ma non troppo

Benvenuti… ma non troppo

  • Regia: Alexandra Leclère
  • Cast: Karin Viard, Didier Bourdon, Valérie Bonneton, Michel Vuillermoz, Josiane Balasko, Patrick Chesnais
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 102 minuti
  • Produzione: Francia, 2014
  • Distribuzione: Officine Ubu
  • Data di uscita: 28 Aprile 2016

Benvenuti... ma non troppo"Benvenuti... ma non troppo" è una commedia, firmata da Alexandra Leclére, che vede nel suo cast (tra gli altri) la bravissima Karin Viard, vincitrice di due Premi Cèsar, già protagonista del fortunatissimo “La famiglia Belier” di Éric Lartigau.

La pellicola francese prende avvio nel momento in cui, a causa di un inverno particolarmente rigido, con temperature sotto lo zero e abbondanti nevicate, il governo francese decide di promulgare un nuovo editto: tutti i cittadini proprietari di appartamenti con stanza libere dovranno accogliere i cittadini più disagiati, coloro che popolano le strade e che dunque non possono permettersi alcun tipo di riparo dal temibile e gelido inverno.

Non tutti i cittadini francesi sono però dispositi ad aprire liberamente le loro porte a sconosciuti, seppur bisognosi: tra coloro che appongono resistenza e che inizialmente non riescono ad accettare l'idea di una convivenza forzata troviamo i proprietari del lussuoso e ampio appartamento che sorge nel centro parigino al civico 86 di rue du Cherche Midi. Qui vive una famiglia di estrazione alto-borghese, i Dubreuil (Karin Viard e Didier Bourdon), e i coniugi Bretzel (Valérie Bonneton e Michel Vuillermoz), intellettuali e radical chic.

Questa nuova convivenza permetterà ad entrambe le coppie di sfidare la monotonia e, soprattutto, di realizzare e far uscire la loro vera indole, fino a quel momento sopita.

Benvenuti... ma non troppo: una commedia francese sull’attualissimo problema dell’accoglienza che mette in luce il conflitto sociale con leggerezza

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Nei giorni più freddi dell’inverno parigino, per legge, chi possiede una casa di 200 metri quadri con stanze vuote è obbligato ad accogliere le persone più disagiate che non possono permettersi un alloggio decente. È coinvolto in questa vicenda un gruppo di persone che vivono nella prestigiosa rue cu Cercherà Midi, nel 6° arodissement.
La cineasta francese Alexandra Leclère dipinge le reazioni diverse, dalla coppia borghese dei Dubrol a quella radical chic dei Bretzel, passando dagli anziani Abramovich; su tutti loro veglia inesorabile l’occhio attento della portiera cinica e razzista.

Una storia surreale che, con i toni del not politically correct, gioca sulle miserie dell’umanità

Negli stessi giorni in cui una Parigi, piegata dai recenti attentati terroristi è in piazza per protestare sulla riforma della legge del lavoro, esce in Italia un film capace di cogliere perfettamente tutte le contraddizioni del nostro tempo.

Partendo da un pretesto assolutamente irreale, la Leclère mette in scena, con i toni della commedia, le vite di tre coppie di estrazione borghese davanti all’incontro imprevisto con l’altro. Tutti cercano all’inizio una via di fuga finché non si troveranno costretti ad affrontare il problema. I conservatori Pierre e Christine/Didier Bourdon e Karin Viari sono nel plot i personaggi più interessanti, a iniziare da lui, una specie di orsacchiotto burbero che non ha più alcun rapporto con la bella e fredda moglie. Sorprendente, ma non troppo, la reazione dell’attivista politica Béatrice/Valérie Bonneton sposata allo scrittore di successo Grégory/Michel Vuilllermoz. La vera ipocrita si rivelerà lei, che giocherà più sporco di tutti, alleandosi con l’odiosa portiera. Infine, scapperanno letteralmente gli Abramovich di origine ebrea, Anémone e Jackie Berroyer, che da un miniappartamento di fronte guarderanno da lontano, chiusi nella loro grettezza.
L’analisi dei personaggi fatta dalla regista, più che basata sulle differenze politiche, poggia sul discorso della responsabilità affrontata diversamente quando dalle parole si passa ai fatti. È illuminante per questo il personaggio della terzomondista Bèatrice, che non tollera estranei nella sua casa/loft.

Benvenuti… ma non troppo: un film corale, in cui accanto ai principali interpreti spiccano diversi ottimi comprimari

La narrazione è fluida, tanto più che i personaggi non sono mai trattati in modo caricaturale più di tanto. La loro umanità esce fuori con l’evolversi naturale degli eventi. Nel cast spicca la due volte premio Cèsar Karin Viard, un’algida borghese piena di sorprese; il tenero Didier Bourdon suo marito nel film e la portinaia/Josiane Balasko, entrambi già diretti dalla regista. Buona l’interpretazione dell’attore di teatro Michel Vuillermoz nei panni dello scrittore in crisi, tra tutti il più statico ma solo per esigenze di copione, che compensa perfettamente la più caricata moglie Valérie Bonnetton.

Il risultato è un’opera che graffia comunque troppo poco, benché ci siano tutte le premesse per un sano uso narrativo in chiave cinica dei problemi dell’attualità.
Distribuito da Officine Ubu, uscirà nelle sale il 28 aprile. Parte del ricavato degli incassi andrà alla Croce Rossa Italiana come contributo all’attività di assistenza alle persone senza fissa dimora.

Giuliano Vizzaccaro

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