Beastly – Recensione

Beastly – Recensione

“La bella e la bestia” in una riedizione moderna, sprovvista però, di magia e pathos

Regia di: Daniel Barnz – Cast: Alex Pettyfer, Peter Krause, Dakota Johnson, Erik Knudsen, Mary-Kate Olsen – Genere: Fantastico, colore, 100 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Videa – CDE – Data di uscita: 11 maggio 2011.

beastlyVi ricordate la bellissima favola in cui un uomo, reso una creatura orribile da un sortilegio, trova l’amore attraverso gli occhi di una dolce fanciulla che riesce a guardare oltre l’aspetto fisico, liberandolo dalla magia? Ecco “Beastly” dovrebbe essere un riadattamento di “La bella e la bestia”, ma sfortunatamente ne è una variante decisamente poco riuscita.

A venti anni di distanza dal colossal Disney che celebrava l’amore incondizionato fra due persone, insegnando una morale giusta e significativa ai più piccoli, ci viene proposto un film che purtroppo non possiede le stesse caratteristiche. Un ragazzo bello, ricco, superficiale, e arrogante (Alex Pettyfer), passa le sue giornate da idolo incontrastato del liceo a prendere in giro i meno fortunati e a preoccuparsi delle apparenze. Un giorno però prende di mira la persona sbagliata, una strega della scuola (Mary-Kate Olsen), anche se sarebbe meglio identificarla come una fattucchiera vestita come uno dei peggiori accoppiamenti d’abiti di Lady Gaga, che in cambio ad una delle sue umiliazioni pubbliche, lo punisce con una maledizione della durata di un anno, rendendolo un essere orrendo a meno che non trovi l’amore puro di una ragazza. La fanciulla in questione (Vanessa Hudgens), è un’eroina romantica per eccellenza: carina, in bolletta, con una situazione familiare drammatica, amante della poesia e molto poco incline alle cose materiali, farà capitombolare l’orrendo ragazzo in un amore che, dovrebbe richiamare i più nobili dei sentimenti, ma che tutto possiede tranne la purezza e le profondità di questi.

Quello che stupisce della pellicola è come sia del tutto monocorde, lo spettatore può, infatti, benissimo intuire cosa accadrà, senza la minima sorpresa, e le intenzioni del protagonista non sembrano avere nulla di naturale e di nobile, ma sembra, al contrario, essere spinto da pure pulsioni egoistiche, ovvero riuscire a tornare al più presto il play boy da strapazzo che era. Una nota positiva viene espressa dall’attore Neil Patrick Harris (ovvero il Lumiere della fiaba), chiamato ad interpretare un insegnante cieco, che con le sue sferzate comiche regala più di una risata allo spettatore.

Sonia Serafini

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