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Babylon A.D. – Recensione

“Babylon A.D.”, dal romanzo al film risultato che non convince

Regia: Mathieu Kassovitz – Cast: Vin Diesel, Michelle Yeoh, Mélanie Thierry, Charlotte Rampling, Gérard Depardieu – Genere: Azione, colore, 90 minuti – Produzione: USA, Francia, 2008 – Distribuzione: Moviemax – Data di uscita: 24 ottobre 2008.

babylon-a-dIn una Russia post-atomica, intorno al 2020, il mercenario Toorop (Vin Diesel) viene ingaggiato dalla Mafia dell’Europa dell’Est per scortare una misteriosa ragazza da un convento della Mongolia fino a New York. La missione si rivelerà molto più difficile del previsto dato che la ragazza, che all’età di 18 anni ha iniziato a sviluppare capacità paranormali di preveggenza, racchiude dentro di sé un misterioso segreto che fa gola a molti.

È questa la trama dell’ultimo film di Mathieu Kassovitz (“L’odio”, “I fiumi di porpora”, “Gothika”), liberamente ispirato al best seller “Babylon Babies”, del francese Maurice Dantec. Condensare 600 pagine in 90 minuti è stata una sfida i cui risultati non sono del tutto convincenti: alcuni aspetti sfuggono, certi passaggi rimangono inspiegati e la trama ne risulta inficiata.

L’azione c’è ed è tanta, ma l’intento del regista era quello di affiancare ad essa una forte componente autoriale, cosa non del tutto riuscita. È facile perdere l’attenzione e le “non espressioni” di Vin Diesel non offrono piacevoli diversivi. Per fortuna al suo fianco c’è la sempre brava Michelle Yeoh e una giovane attrice ex-modella, Mélanie Thierry. Spiccano invece i cameo di Charlotte Rampling e Gérard Depardieu.

Produttori e regista dichiarano di aver avuto problemi ed imprevisti di tutti i generi durante le riprese (per esempio a Praga che ha avuto uno degli inverni più caldi degli ultimi decenni!), ma lo spirito di collaborazione e la gran voglia di fare il film (il regista ha impiegato cinque anni prima di riuscire a trovare i finanziatori) hanno comunque permesso di portare a termine le riprese con grande soddisfazione di tutti.

Il futuro dipinto da Kassovitz, che, per scelta, ha poco di fantascientifico e molto di futuristico (plausibile con quello che potrebbe avverarsi tra una decina d’anni), si incentra su un tema fondamentale, quello della fede. Fede riposta nell’uomo protagonista, che mette a repentaglio la sua vita per salvare quella di un’altra persona e fede nell’umanità che, nonostante abbia quasi distrutto il mondo in cui vive, spera nell’arrivo di un moderno Messia che la salvi.

Domenica Quartuccio

Babylon A.D. – Recensione

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