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Avengers: Age of Ultron – Recensione

Azione, divertimento e tanti punti di vista sulla tecnologia: tutto questo è il secondo capitolo cinematografico sui Vendicatori Marvel

Regia: Joss Whedon – Cast: Robert Downey, Samuel L. Jackson, Aaron Johnson, Elizabeth Olsen, James Spader, Mark Ruffalo, Chris Evans, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Don Cheadle Chris Hemsworth, Paul Bettany, Cobie Smulders, Anthony Mackie, Hayley Atwell, Idris Elba, Stellan Skarsgård – Genere: Azione, colore, 142 minuti – Produzione: USA, 2015 – Distribuzione: Walt Disney – Data di uscita: 22 aprile 2015.

avengersageofultronDopo tre anni da “Avengers”, Thor, Captain America, Occhio di Falco, Black Widow, Iron Man e Hulk tornano a condividere lo schermo. Il merito è, ancora una volta, di Joss Whedon che scrive e dirige il secondo film sui Vendicatori: un blockbuster divertente e adrenalinico che soddisfa i fan Marvel.

Avengers: Age of Ultron – Recensione

Questa volta il nemico contro cui dovranno vedersela è Ultron, un’avanzata intelligenza artificiale auto-cosciente progettata da Tony Stark per controllare la Iron Legion, la sua squadra di droni. Un’invenzione che si rivolta contro il suo creatore e tutto il team degli Avengers quando si convince che l’unico modo per rendere migliore la vita sulla Terra è eliminare il nemico principale: l’uomo.

Proprio come gli altri prodotti Marvel, anche “Avengers: Age of Ultron” è un ottimo connubio di simpatia e intrattenimento. Il maggior punto di forza è la trama lineare che permette di dare spazio all’approfondimento dei personaggi. Joss Whedon prende la decisione coraggiosa ma efficace di accantonare i supereroi più gettonati per dedicarsi a quelli che finora sono stati considerati secondari: Natasha Romanoff / Black Widow e Clint Barton / Occhio di Falco, gli unici due componenti del team a non essere comparsi in un film dedicato al proprio personaggio. Se degli altri Vendicatori il pubblico conosce passato, amori, sogni, paure e speranze, dei due supereroi più umani gli spettatori poco esperti di fumetti sanno poco e niente. Ecco perché Joss Whedon crede che “Avengers: Age of Ultron” sia l’occasione per recuperare e punta i riflettori principalmente su di loro e sulle due new-entry: Quicksilver e Scarlet, alias Pietro e Wanda Maximoff, due gemelli dai poteri straordinari e un forte sentimento d’odio nei confronti di Tony Stark.

Alle punte di diamante del gruppo, d’altronde, bastano un paio di battute o un’occhiata eloquente per far capire al pubblico cosa passa loro per la testa e Whedon non spreca questo vantaggio. L’interazione tra Thor, Captain America, Hulk e Iron Man è ciò che i fan maggiormente sperano di vedere e che ottengono in quantità (e qualità): non solo i battibecchi e le irresistibili “frecciatine” che si scambiano l’un l’altro, ma anche quattro diversi punti di vista sui principali punti interrogativi del film. Fin dove l’essere umano può spingersi con la tecnologia? C’è un limite? È giusto creare nuove forme di vita coscienti e indipendenti? Tutti gli Avengers hanno una risposta convincente e personale, segno dell’ottimo lavoro fatto dagli autori per conferire un’identità definita a ogni supereroe.

La scrittura pregevole è ben condita poi da effetti speciali spettacoli e un ottimo trucco che fanno entrare “Avengers: Age of Ultron” nella classifica dei migliori film del 2015 per il lavoro di CGI. Basti pensare all’incredibile messa in scena di Ultron e La Visione che riescono a interagire naturalmente con gli attori in carne e ossa senza che si percepisca alcun distacco o forzatura.

“Avengers: Age of Ultron” è dunque una pellicola che non tradisce le aspettative: un ottimo comic-movie, che non può vantare originalità ma che, grazie alla squadra affiatata degli interpreti, e a una buona sceneggiatura si rivela un ottimo prodotto di intrattenimento, da non perdere.

Corinna Spirito

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