Eco Del Cinema

Assolo – Recensione

Un esordio cinematografico alla ricerca della perfezione

Regia: Massimo Piccolo – Cast: Antonio De Matteo, David Power, Maddalena Stornaiuolo, Gaia D’Angelo, Zaira De Felice – Genere: Drammatico, colore, 77 minuti – Produzione: Italia, 2013 – Distribuzione: Explorer Entertainment – Data di uscita: 5 giugno 2014.

assolo“Assolo”, prima fatica cinematografica di Massimo Piccolo, film a basso budget ma di buona qualità, vede il sassofonista Danny ‘Sweet Touch’ Caputo in procinto di calcare il palco del Bluestone, famoso jazz club di New York, e sogno di tutta una vita per il protagonista. Mancano cinquanta minuti al grande debutto in diretta televisiva quando un amico di vecchia data gli fa una semplice domanda – “la tua ragazza è in sala?” – che gli spalancherà le porte della memoria, dei rimorsi e di qualche rimpianto. Una domanda apparentemente banale, ma che lo catapulta indietro nel tempo in un riesame di tutte le sue storie passate. Da musicista professionista qual’è, Danny vuole la perfezione, sia nella musica che nell’amore. Una ricerca ai limiti dell’ossessione, che lo porta però a concentrarsi più su se stesso che su quello che gli succede intorno e che lo spinge inevitabilmente a commettere sempre gli stessi errori.

Antonio De Matteo fa un ottimo lavoro nel portare a galla il dramma di Danny, la sua ossessione e il suo spaesamento quando capisce che il suo ideale interiore non coincide con ciò che lo circonda.

Da subito ci si rende conto di essere davanti a un’opera intima e personale – “Assolo” non è soltanto diretto ma anche scritto da Massimo Piccolo – in cui il tempo viene scandito dal conto alla rovescia all’esibizione di Danny, ma che nel passaggio da un ricordo all’altro si sospende fin quasi a non esistere. In questa versione cinematografica non si è persa l’impronta teatrale che rivediamo nella scenografia, un elegante total black che fa da contraltare a scene più colorate e vivaci, un gioco di luci e ombre che non fa che rispecchiare il dramma del protagonista. Da una parte c’è la luce portata dall’amore mentre dall’altra c’è l’ombra della sua ossessione che alla fine distrugge tutto. A scandire questa oscillazione contribuisce il ritmo della musica di Claudio Passilongo, a tratti veloce e a tratti lenta, che segue Danny Caputo nella sua ricerca della perfezione interiore.

Un piccolo film ma dal grande potenziale che esprime, tra commedia e malinconia, una storia di profonda ricerca interiore a ritmo di jazz.

Silvia Mincio

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