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Arthur e il popolo dei Minimei – Recensione

Luc Besson si confronta con il 3D in un simpatico film misto di live e animazione

(Arthur et les Minimoys) Regia: Luc Besson – Cast: Fredie Highmore, Mia Farrow, Penny Balfour, Doug Rand, Adam Lefevre – Genere: Animazione, colore, 102 minuti – Produzione: Francia, 2006 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 29 novembre 2006.

arthur-e-il-mondo-dei.minimeiIl genio del registra francese Luc Besson si misura con la tecnica del 3D ed il risultato è un film d’avventura senza troppe pretese.

“Arthur e il popolo dei Minimei”, mescolando sequenze live all’animazione, è il primo film di una trilogia, tratta dai romanzi per l’infanzia scritti dallo stesso Besson. Questo primo capitolo della saga di Arthur, ragazzino del Connecticut di un immaginario 1960, ha tutti gli ingredienti dei film d’animazione più tradizionali: un nonno scomparso, un enigma, misteriose creature africane, ed un tesoro di rubini da ritrovare al più presto, per evitare che la tenuta di campagna di proprietà della famiglia di Arthur sia venduta ad un famelico proprietario terriero. Ovviamente c’è anche da salvare il popolo dei Minimei, i simpatici ometti alti due millimetri e mezzo che vivono nel giardino. Arthur con l’aiuto della principessa Selenia cercherà di sconfiggere il minaccioso Maltazard, la figura più complessa ed emblematica della storia, che ricorda, nella sua parabola di cattivo di turno, la figura del Lucifero dantesco.

Simpatico e divertente, il film non rinuncia ad una sceneggiatura deliziosa, che perde di intensità solamente nella risoluzione finale. Strizzando l’occhio ai classici d’animazione Disney, troppe volte citati (non copiati!) all’interno dell’opera, Besson compie un’operazione rischiosa, che in molti punti svilisce la narrazione, snervardo lo spettatore.

Dal punto di vista prettamente visivo il progetto è più che dignitoso. Basti ricordare una scena su tutte: le danze su un vecchio 33 giri, in cui tra fumo (di cannabis) e disco-music, gli eroi si confrontano con la dance più sfrenata degli anni ’80. Da oggi fate più attenzione quando annaffiate le piante di casa, perché in ognuna di esse, così come in ogni giardino potrebbe nascondersi davvero un mini-mondo. Il progetto del 2006, nonostante sia solo il primo capitolo, è attualmente il film d’animazione più caro nella storia del cinema europeo. Quello che ci si può immaginare (e sperare) è che la trilogia segua un percorso ascendente: dunque ad maiora!

Davide Monastra

Arthur e il popolo dei Minimei – Recensione

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