Angeli e Demoni – Recensione

Dopo “Il codice da Vinci” tornate a farvi trasportare dalla suspense del thriller basato sul best-seller di Dan Brown e guardate Roma con occhi nuovi

(Angels & Demons) Regia: Ron Howard – Cast: Tom Hanks, Ewan McGregor,Stellan Skarsgard, Pierfrancesco Favino, Ayelet Zurer – Genere: Thriller, colore, 146 minuti – Produzione: USA, 2008 – Distribuzione: Sony Pictures – Data di uscita: 13 maggio 2009.

angeliedemoniAnche a Hollywood vale il detto “squadra che vince non si cambia”. Dopo il successo planetario di “Il codice Da Vinci”, Tom Hanks e Ron Howard ritornano a dar vita a un altro best seller di Dan Brown

In questo sequel, in realtà tratto da quello che era il primo libro della serie, Hanks torna a vestire i panni del professor Langdon, erudito studioso di simbologie esoteriche. A Roma, il complesso rituale del conclave è turbato dal rapimento di alcuni cardinali. La misteriosa setta degli Illuminati minaccia di ucciderne uno ogni ora e di radere al suolo l’intero Vaticano con delle particelle di antimateria sottratte al laboratorio del CERN di Ginevra. Langdon, che dopo il suo precedente scontro con la Chiesa si è saputo guadagnare il rispetto delle gerarchie ecclesiastiche, viene convocato d’urgenza. Grazie alla sua erudizione è l’unico che può decifrare le complesse simbologie dei messaggi degli Illuminati e forse svelarne l’identità. Accanto a lui la bella Aylet Zurer, forse poco credibile nel ruolo della scienziata nucleare italiana, ma certamente piena di fascino. Collaborano alle intricate indagini un gruppo di comprimari di prima qualità: Ewan McGregor nei panni del Camerlengo papale, Stellan Skarsgård come capo delle Guardie Svizzere e il nostro Pierfrancesco Favino nel ruolo di un ispettore della gendarmeria vaticana.

Molto più scandito e veloce del precedente film, “Angeli e Demoni” è certamente un atto d’amore verso le possibilità del cinema. Howard gira come sempre ottimamente, mantenendo il ritmo della suspense e riuscendo quasi sempre nell’impresa di rendere credibile una storia condita da non pochi errori ed esagerazioni (Ad esempio, il Camerlengo papale è un cardinale, non un semplice prete, come succede nel film). Come in “Il codice Da Vinci”, la scommessa è quella di convincere il pubblico a sospendere l’incredulità nell’accettare vicende assurde, inseguimenti rocamboleschi e scoperte conturbanti.

La sfida che affronta il film in Italia è dunque doppia, visto che complotti secolari, roghi di cardinali ed esplosioni nucleari si svolgono in scenari casarecci, che ben poco di esotico hanno per l’italiano medio. Ma chi vede il film per un paio d’ore di divertimento “all’americana” probabilmente non sarà deluso.

Nella riuscita dell’operazione una gran parte del merito va certamente all’accurata, quasi barocca, ricostruzione delle location. Da Piazza San Pietro a Piazza Navona passando per la Cappella Sistina, tutte sapientemente riprodotte con un misto fra scenografia reale e digitale negli studios di Hollywood. Hanks è in buona forma e si diverte molto nel ruolo di Langdon, mentre il cast di supporto completa l’eccellente lavoro.

Nonostante la mancanza inaspettata di una love story, il film offre al pubblico la sua buona dose di emozioni e il previsto trionfo della giustizia, oltre a costituire un invito a riscoprire con occhi nuovi e stupefatti Roma e le sue bellezze artistiche.

Fabio Benincasa

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