Amici di letto – Recensione

“Amici di letto” riporta alla ribalta un moderno, ma angusto, dilemma: meglio essere amici con benefici o aspettare il famoso, e disperso, principe azzurro?

(Friends with Benefits) Regia: Will Gluck – Cast: Justin Timberlake, Mila Kunis, Emma Stone, Woody Harrelson, Patricia Clarkson – Genere: Commedia, colore, 109 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Sony Pictures – Data di uscita: 14 ottobre 2011.

amici-di-lettoL’espressione che da il titolo al film, “Friends with benefits”, tradotta in italiano come “amici di letto”, perde molte delle sue connotazioni stilistiche rispetto la versione inglese.

Amici di letto riduce infatti il rapporto di due single “emotivamente instabili” come Dylan (Justine Timberlake) e Jamie (Mila Kunis), che si incontrano grazie ad un contratto di lavoro, in cui lei è la cacciatrice di teste e lui la vittima sacrificale sull’altare di GQ Magazine.

Nessuna frase come “meriti qualcuno migliore di me” o “non sei tu, ma sono io il problema” sfiora minimamente questi due amici, con benefici. Benefici non solo dal punto di vista sessuale (i due infatti ci danno dentro senza pensare alle conseguenze sentimentali del loro rapporto), ma anche dal punto di vista personale. In palio c’è l’amicizia, non la classica idilliaca idea dell’amicizia, ma quella vera, e a volte cinica possibile solo fra due individui di sesso opposto.

La domanda è lecita. Può tutto ciò durare senza che qualcuno venga coinvolto emotivamente, infrangendo così le regole prefissate?

Sarebbe un peccato rispondere a questa domanda, rovinandovi il finale. Se non vi siete mai trovati in una situazione simile, o se per voi i vostri amici sono entità definite e nettamente separate dai vostri partner sentimentali, allora, per convincervi a vedere questo film, vi basti pensare che, come tutte le più grandi storie d’amore, anche questa è ambientata (con un piacevole pizzico californiano fornito da L.A.) nella Grande Mela, la città dove tutto è possibile e niente è prevedibile.

“Amici di letto” è una visione acuta e non stereotipata della lotta contro le illusioni dettate dai romantici modelli dei film hollywoodiani, e dalle favole. E se la principessa supera le concezioni omologate sull’amore, in stile San Valentino, il principe azzurro reinventa se stesso nella città che non dorme mai.

Infondo siamo a New York, e se ce la fai qui, ce la puoi fare ovunque.

Eva Carducci

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