American Life – Recensione

Un road movie per scoprire pregi e difetti dell’America contemporanea e per capire noi stessi e il concetto di casa

(Away We Go) – Regia: Sam Mendes – Cast: John Krasinski, Maya Rudolph, Jeff Daniels, Maggie Gyllenhaal, Allison Janney, Chris Messina, Catherine O’Hara, Paul Schneider, Carmen Ejogo, Jim Gaffigan, Josh Hamilton, Melanie Lynskey, Bailey Harkins, Brendan Spitz, Jaden Spitz, Samantha Pryor, Conor Carroll – Genere: Commedia, colore, 98 minuti – Produzione: USA, Gran Bretagna, 2009 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 17 dicembre 2010.

american-life“American Life” è una piccola gemma preziosa, che emana una luce intensa, capace di scaldare il cuore e l’anima.

Partendo dalla sceneggiatura originale di Dave Eggers e Vendela Vida, due noti scrittori all’esordio cinematografico, Sam Mendes confeziona un racconto on the road che racchiude temi complessi, trattati però con estrema leggerezza e grande eleganza.

Burt e Verona sono una coppia solida, stanno insieme da sempre e, oramai trentenni, attendono, con un misto di gioia e paura, l’arrivo del primogenito. Avendo la fortuna di poter lavorare dove vogliono, il loro mondo è racchiuso nella propria casa, vicino ai genitori di Burt, ma adesso che la famiglia si allarga si chiedono se quello è il posto giusto per fermarsi, soprattutto in virtù del fatto che detti genitori decidono di trasferirsi in Europa. Alla coppia vengono a mancare i punti di riferimento, così si mettono in viaggio, per visitare le persone con le quali sentono di avere un legame, e vedere se le loro scelte logistiche possono essere condivise. Inizia così un viaggio nell’America di oggi, con i suoi pregi e i suoi difetti, i suoi sogni, le sue speranze. Tutto questo per i due protagonisti è anche un cammino interiore, durante il quale conoscono se stessi, prendono coscienza delle loro intime esigenze, della loro ‘unicità’ come persone, del loro desiderio di mettere radici, ma in posto che sentano veramente loro.

Mendes mostra con grande raffinatezza la difficoltà del vivere nell’America contemporanea, lontano dai drammi borghesi di “American Beauty”, con movimenti di macchina da presa poco invasivi, in un racconto completamente dominato dalle emozioni dei due protagonisti. John Krasinski, che ha raggiunto la popolarità internazionale con la pluripremiata serie comica NBC “The Office”, attore, sceneggiatore e regista, ad ogni prova recitativa, dimostra d’essere interprete completo, buono per tutte le stagioni. Non solo veste i panni del protagonista, ma ne coglie l’essenza più intima: nel suo sorriso, nei suoi occhi, si evincono i pensieri e i sentimenti di Burt. Assieme a Maya Rudolph, formano una coppia in perfetta sintonia, con la quale è proprio difficile non solidarizzare. Le loro insicurezze, l’incertezza sul futuro, sono preoccupazioni attualissime, e alla stessa maniera fuori dal tempo, universalmente condivisibili.

A Mendes va il merito d’aver proposto, col piglio proprio del cinema indipendente, una storia di difficoltà, che sfiora situazioni drammatiche senza ripiegarcisi, mostrando, tramite dialoghi brillanti, il grande ottimismo che pervade l’intero film, a riprova che ci si può divertire anche riflettendo. A completare il tutto l’eccellente fotografia di Ellen Kuras e le musiche del cantautore Alexi Murdoch, che con il loro sapore retrò, quasi anni Settanta, riportano alla mente la voglia di libertà, di spontaneità, e di un maggiore contatto con la natura proprio di quel periodo.

Maria Grazia Bosu

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