American Hustle – L’apparenza inganna – Recensione

Il racconto dell’operazione Abscam, promossa negli anni ’70 dall’F.B.I., porta il trio David O. RussellJennifer LawrenceBradley Cooper a colpire il segno per la seconda volta dopo “Il lato positivo – Silver Linings Playbook”

Regia: David O. Russell – Cast: Jennifer Lawrence, Christian Bale, Robert De Niro, Bradley Cooper, Amy Adams, Jeremy Renner, Jack Huston, Louis C.K., Michael Peña, Alessandro Nivola, Elisabeth Rohm, Dawn Olivieri, Colleen Camp, Anthony Zerbe, David Boston, Erica McDermott, Adrian Martinez, Thomas Matthews – Genere: Drammatico, colore – Produzione: USA, 2013 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 1 gennaio 2014.

american-hustleDopo il successo internazionale e le otto nomination all’Oscar di “Il lato positivo – Silver Linings Playbook” (2012), il regista riesce nell’arduo compito di soddisfare le speranze del suo pubblico, realizzando una pellicola convincente e accattivante.

Il merito va prima di tutto a una sceneggiatura brillante che sa essere lineare ma non monotona, sa soffermarsi sui personaggi senza trascurare l’intreccio della storia.

“American Hustle – L’apparenza inganna” catapulta lo spettatore negli anni ’70 degli scandali americani, portando sul grande schermo il racconto dell’operazione Abscam con cui il giovane agente federale Richie DiMaso tenta di smascherare le relazioni tra organizzazioni mafiose e politici, grazie all’aiuto imposto alla coppia di truffatori finanziari Irving e Sydney. Oltre la superficie, però, la pellicola in questione è incentrata sulla sopravvivenza, presentata come una vera e propria arte che ognuno interpreta a modo proprio.

David O. Russell si conferma un buon cineasta e uno sceneggiatore capace, realizzando un film che ruota completamente intorno all’ottima scrittura di tanti personaggi, tutti diversi, ognuno funzionale e imprescindibile. In “American Hustle – L’apparenza inganna” non esistono piccole parti: ogni ruolo è importante per Russell che si assicura un cast di sole stelle. Irving è un Christian Bale estremamente convincente seppur decisamente imbruttito: fedele alla sua tradizione di dimagrire e ingrassare a ogni cambio produzione, mette su pancia che, insieme all’orrendo parrucchino, fa dimenticare all’instante gli addominali di Batman e il torace pelle e ossa di “Out of the Furnace”. L’attore premio Oscar per “The Fighter” è affiancato da due delle migliori attrici della piazza hollywoodiana: la tre volte candidata all’Oscar Amy Adams e la vincitrice della statuetta come Miglior Protagonista Femminile 2013 (proprio con il precedente film di David O. Russell, “Il lato positivo – Silver Linings Playbook”) Jennifer Lawrence. L’una è l’amante nonché partner in affari: rossa, elegante, misteriosa, sensuale; l’altra la moglie sopra le righe, bionda, formosa, svampita, distratta nonchè comica nei suoi eccessi e assurdità.

Come la Lawrence, anche Bradley Cooper e Robert De Niro tornano sotto la regia di David O. Russell dopo il successo del 2012: il primo per vestire i panni del poliziotto ambizioso, arrogante e determinato in cerca di un avanzamento di carriera; il secondo nel piccolo ma suggestivo cameo di un boss mafioso.

La vera sorpresa del film però è forse Jeremy Renner la cui performance del sindaco bonaccione, onesto e troppo ingenuo convince pienamente, accendendo per la prima volta i riflettori su un nuovo talento, adatto ad altro oltre che gli action.

Fatta eccezione per qualche scena ripetitiva e poco fluida, “American Hustle – L’apparenza inganna” è una pellicola riuscita, che fonde un buon soggetto con la maestria dei reparti tecnici. Se David O. Russell parte in quarta grazie a un ottimo lavoro di regia e scrittura, fotografia, colonna sonora e soprattutto i magnifici costumi da Oscar sono la ciliegina sulla torta in quanto hanno il merito di ricreare nel minimo dettaglio le atmosfere retrò del periodo.

Corinna Spirito

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