Alvin Superstar 3 – Si salvi chi può! – Recensione

Il terzo capitolo della saga di Alvin è spumeggiante e godibile più che mai

(Alvin and the Chipmunks: Chip-Wrecked) Regia: Mike Mitchell – Cast: Matthew Gray Gubler, Amy Poehler, Jesse McCartney, Andy Buckley, Tucker Albrizzi, Lauren Gottlieb, Luisa D’Oliveira – Genere: Commedia, colore, 87 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 3 gennaio 2012.

alvin3Alvin e i suoi amici Chipmunk, Theodore e Simone, assieme alle balde Chipettes, Brittany, Jeannette ed Eleonor, sono in attesa di partecipare alla cerimonia dei World Music Awards, durante la quale saranno premiati come migliori interpreti dell’anno. Ingannano il tempo con una splendida crociera ai Caraibi, accompagnati dallo zio Dave, cui dà il volto Jason Lee, che cerca di tenerli lontani dai guai e di proteggerli dal nemico di sempre Ian. Ma si sa, lo scoiattolo più famoso del mondo è noto anche per trasgredire le regole, e così il gruppo di amici finisce su un’isola deserta, in balia degli eventi.

Lo scoiattolo canterino è nato come personaggio televisivo dalla fantasia Ross Bagdasarian, ed ha ottenuto subito un grande successo. Successo bissato sul grande schermo con “Alvin Superstar”, diretto da Tim Hill, e “Alvin Superstar 2”, per il quale dietro alla macchina da presa c’era Betty Thomas.

Il terzo capitolo della saga cinematografica di Alvin non deluderà le aspettative, soprattutto dei piccini, per i quali la pellicola è confezionata, pur rimanendo godibile anche da un pubblico più adulto. Mike Mitchell, illustratore e animatore, nel cui curriculum spiccano “Shrek e vissero felici e contenti”, “Kung Fu Panda” e “Mostri contro Alieni”, firma la regia, proponendo una pellicola brillante ed effervescente. Non ci sono momenti di stasi, visivamente è un turbinio di colori e di situazioni decisamente spumeggianti, grazie anche ad un digitale di altissimo livello. Non mancano poi le performance musicali degli scoiattoli, insomma tutti gli ingredienti giusti per far divertire il pubblico.

Il racconto è una fiaba la cui palese morale è quella del diventare grandi, del doversela cavare da soli, nella fattispecie in un’isola deserta, con momenti che riportano vagamente alla memoria “Lost” e il Tom Hanks di “Cast Away”, ma sempre con brio e allegria. Alvin passa dal culto della disobbedienza alla consapevolezza dei propri errori, al sentirsi responsabile per il destino degli amici, il tutto trattato con la giusta leggerezza, doverosa dato il pubblico di piccini cui si rivolge.

Le nuove avventure di Alvin sono il giusto film per da gustare in famiglia.

Maria Grazia Bosu

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