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Alda Merini – Una donna sul palcoscenico – Recensione

Un documentario da brividi che porta davanti alla macchina da presa una poetessa senza peli sulla lingua nel denunciare e raccontare le sue sofferenze

Regia: Cosimo Damiano Damato – Cast: Alda Merini, Mariangela Melato – Genere: Documentario, colore, 72 minuti – Produzione: Italia, 2009.

meriniAlda Merini è una donna malata, tuttavia forte, senza peli sulla lingua, diretta, nel modo in cui solamente le persone dotate di un intelletto particolare sanno fare. Lei si esprime così: attraverso la poesia. E comunica sentimenti bellissimi, descrive momenti duri, di intensità e dolore, d’amore e di fantasia. Alda Merini è una donna che ha sofferto, che è stata rinchiusa in manicomio, che proprio dal manicomio ha saputo trarne un’esperienza particolare. In quel luogo angusto ha saputo ritagliare uno spazio tutto suo, fare un lavoro di introspezione e scrivere delle poesie meravigliose, brillanti, dirette, che vengono raccolte in questo docu-film dal regista emergente Cosimo Damiano Damato.

La pellicola è girata interamente all’interno dell’appartamento della poetessa a Milano (città con cui intrattiene un rapporto di odio-amore ormai da anni), e ha richiesto una lavorazione di tre anni, le scene sono incentrate sui primi piani e sui piccoli dettagli, i colori si alternano con sfumature di bianco e nero, un po’ per nascondere il grigio intorno, un po’ per accentuarlo, la musica è solamente un accenno di note alte, che parte dal pianoforte della casa di Alda.

Ogni tanto l’immagine si blocca e viene letta una poesia dalla incantevole voce di Mariangela Melato, che si è prestata come narratrice ed interprete delle creazioni della Merini: il risultato è toccante e profondo. Come lo è la storia, con i suoi settantotto anni di vita. Parlando dei navigli la scrittrice, ripercorre gli eventi italiani, con i suoi pro e i suoi contro, sparando a zero sui media e su gli opportunisti. Racconta i suoi drammi con stanchezza, ma non con rassegnazione, fuma, tanto, ed ha un brillante rossetto rosso, accompagnato da vistosi accessori, il tutto coronato da uno sguardo bellissimo, nero, di una persona senza veli, che ti guarda e le leggi l’anima, e quella della Merini è davvero incredibile.

Sonia Serafini

Alda Merini – Una donna sul palcoscenico – Recensione

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