A tutto Tondo – Recensione

A tutto Tondo – Recensione

Cinema a servizio dei più deboli, con questa bella opera prima di Andrea Bosca, che intende promuovere un progetto charity a favore delle Filippine

Regia: Andrea Bosca – Cast: Paola Minaccioni, Giorgio Colangeli, Andrea Bosca, Benjamin Vasquez Barcellano Jr e Salvatore Striano – Genere: Drama, colore, 15 minuti – Produzione: Italia, 2014.

“A tutto Tondo” segna l’esordio alla regia dell’attore Andrea Bosca, che ha sentito come un’urgenza  il cimentarsi dietro alla macchina da presa, per poter raccontare di Tondo, una bidonville nei pressi di Manila.

L’attore è venuto a contatto con questi luoghi durante il  ‘Moviemov’, al quale partecipava col resto del cast di “Magnifica Presenza” di Ferzan Ozpetek, un autore amatissimo in Asia. Gli organizzatori della kermesse avevano fatto in modo che il soggiorno degli artisti non fosse una banale occasione per un giro turistico delle Filippine, ma un’opportunità per conoscere la vita vera di quei luoghi.

Andrea, che è autore anche della sceneggiatura, assieme a Laura Lucchetti e Gero Giglio, realizza un cortometraggio ben articolato, in cui viene rappresentato l’incontro tra due mondi, quello ordinato e grigio del protagonista, e quello multicolor del suo dipendente filippino: è l’espediente narrativo con cui l’attore/regista parla di povertà, solidarietà, gioia, famiglia.

Bosca si muove a suo agio dietro e davanti alla macchina da presa, riuscendo a intrattenere piacevolmente lo spettatore e a farlo riflettere sulla solidarietà e sull’importanza degli affetti.

Il corto fa parte di un progetto di charity a favore dei bambini di Smokey Mountain, Manila, ed oltre al cast ha coinvolto tanti professionisti, uno per tutti Federico Schlatter per la fotografia.

Maria Grazia Bosu

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