A Spasso con i Dinosauri (2013)

A Spasso con i Dinosauri (2013)

A spasso con i dinosauri - Recensione: un maldestro tentativo di riportare in vita animali mitologici 

A spasso con i dinosauri

La nascita di “A spasso con i dinosauri 3D”, co-diretto da Neil Nightingale e Pierre De Lespinios, si deve alla popolarità dell’omonima serie tv targata BBC,  in onda per la prima volta nel 1999 conquistando una fetta di pubblico considerevole. L’operazione ebbe un impatto didascalico e commerciale importante, grazie al fatto di aver saputo sfruttare il fascino da sempre esercitato, soprattutto sui più piccoli, dai dinosauri, questi giganti preistorici che spesso hanno trovato spazio al cinema.

Il punto debole fondamentale di questa rivisitazione per il grande schermo è però l’aver voluto mescolare troppe suggestioni, troppi generi, l’aver voluto strafare insomma. Se da un lato, dal punto di vista grafico-visivo, non è possibile prescindere da un confronto con l’illustre antenato “Jurassic Park” di Steven Spielberg, dall’altro appare chiaro che la pellicola mira a raggiungere uno scopo non solo di intrattenimento, ma di divulgazione scientifica. Eppure questo secondo aspetto si perde nei meandri di una sceneggiatura basilare, priva di spunti ironici significativi, che potrebbe addirittura annoiare anche un pubblico di bambini.

Protagonista della storia è Pachi, appartenente alla specie dei Pachirinosauri, un dinosauro buffo con le corna bucate, vissuto all’ombra del fratello maggiore. Quando il padre muore affrontando un Gorgosauro e il suo branco intraprende la grande migrazione verso sud, Pachi dovrà vedersela con diversi pericoli, dimostrando ai compagni e alla sua amata di avere il coraggio di un leader.

La storia proposta in “A spasso con i dinosauri 3D” sa di già visto: l’intreccio di temi come l’amore, l’amicizia, l’archetipo del viaggio dell’eroe. Tutti riproposti nell’ottica di lanciare un messaggio positivo ai più piccoli che si recheranno al cinema, ma l’intento morale di fondo non basta.

A Spasso con i Dinosauri: un film non convincente

La pellicola non è ha la forza immaginifica di un cartone, né convince dal punto di vista didascalico, pur avvalendosi di alcuni accorgimenti strutturali mirati. Il film si apre con l’allegra gita in montagna di due nipoti con lo zio paleontologo (attori in carne ed ossa), che vuole indagare sul ritrovamento di un dente di Gorgosauro; il ragazzo più grande non è entusiasta all’idea di partire all’avventura con lo zio, per cui rimane in macchina con il suo cellulare, ma viene subito raggiunto da un uccello nero, la voce narrante della storia di Pachi, che inspiegabilmente gli rivolgerà la parola e gli racconterà la storia dei suoi amici Pachirinosauri, nell’Alaska di 70 milioni di anni fa. Non appena poi appaiono sulla scena i bestioni preistorici, i registi giocano inserendo delle didascalie esplicative per identificare meglio le varie specie.

Questi interventi strutturali affidati all’uccello, voce fuori campo e protagonista della vicenda, non convincono, innanzitutto perché vorrebbero essere simpatici, ma non lo sono; se la pellicola avesse puntato più al genere documentario, rendendo il narratore esterno agli eventi (simile a “La marcia dei pinguini” per esempio), sarebbe stata più efficace. Da questo punto di vista, i dinosauri in 3D, realizzati tramite CG e live action, avrebbero avuto senso nell’ottica di un racconto oggettivo sulla loro vita milioni di anni fa.

L’impianto visivo del film risulta l’unico veramente d’effetto, in quanto gli animali computerizzati, molto verosimili, vengono immersi in scenari naturali mozzafiato. L’utilizzo del 3D consente allo spettatore di ambientarsi nel loro habitat preistorico e di partecipare con più interesse alle lotte per la sopravvivenza tra i temibili Gorgosauri e gli innocui Pachirinosauri.

I personaggi realizzati in computer grafica riescono però in definitiva a coinvolgere poco, anche a causa del fatto che la voce è sovrapposta alla figura senza che essa apra bocca. L’espediente è talmente forzato da compromettere le soluzioni grafiche più ardite. “A spasso con i dinosauri 3D” rappresenta di sicuro un’occasione sprecata per rivivere le epopee di questi giganti del passato.

Irene Armaro

  • Titolo originale: Walking With Dinosaurs
  • Regia: Neil Nightingale, Pierre De Lespinios
  • Cast: Charlie Rowe
  • Genere: Animazione, colore
  • Durata: 97 minuti
  • Produzione: Gran Bretagna, USA, Australia, 2013
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Data di uscita: 23 gennaio 2013

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"A Spasso con i Dinosauri" è un film d'animazione diretto da Neil Nightingale e Pierre De Lespinios.

A Spasso con i Dinosauri: la riscoperta di un mondo lontano

Il film "A Spasso con i Dinosauri" vede il piccolo cucciolo Patchi, dinosauro erbivoro che insieme a suo fratello maggiore si ritrova abbandonato dalla famiglia. I due rimangono orfani a causa di un grande incendio in una foresta.

Patchi è costretto a crescere in fretta e a capire che dovrà assumersi tutte le responsabilità delle proprie azioni. Perché essere il capo branco non significa solamente combattere.

La pellicola s’ispira alla popolare serie tv della BBC che da almeno una decade ha conquistato grandi e piccoli.

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