A Christmas Carol – Recensione

Il classico “Canto di Natale” di Charles Dickens diventa un film d’animazione in cui la tecnica innovativa della Performance Capture permette ad attori di alto calibro di interpretare al meglio i personaggi leggendari di questa fiaba

Regia: Robert Zemeckis – Cast: Jim Carrey, Colin Firth, Gary Oldman, Bob Hoskins, Cary Elwes, Robin Wright Penn, Fionnula Flanagan – Genere: Animazione Fantastico, colore, 120 minuti – Produzione: Usa, 2009, ImageMovers, Walt Disney Pictures – Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia – Data di uscita: 3 dicembre 2009.

a-christmas-carolLa storia del vecchio Scrooge, avaro e solo, insensibile allo spirito natalizio, disinteressato ai problemi altrui, tanto da non offrire neanche una moneta ai poveri in un periodo come quello del Natale, in cui tutti cercano di essere migliori, viene portata da Zemeckis sul grande schermo con vera maestria e cura del particolare e con una sceneggiatura fedelissima al racconto di Dickens.

Una regia sempre attenta, attori all’altezza dei loro ruoli, e la tecnica della Performance Capture, che permette ai veri interpreti di recitare, ripresi da telecamere che catturano digitalmente le immagini per poi rielaborarle, rendono questa trasposizione cinematografica del “Canto di Natale” di Dickens particolarmente coinvolgente.

Lo spettatore è proiettato dentro lo schermo, le immagini sono limpide, vive, avvolgenti: la scena iniziale del volo sui tetti londinesi innevati è talmente reale da far quasi percepire il vento che sferza il viso. Il cigolio della banderuola, la croce in evidenza a ricordare la valenza cristiana del profondo messaggio d’amore e di fede della storia, la neve che sembra scendere sugli spettatori, i palazzi, le carrozze per le strade, tutto ci porta in un’altra epoca, lontana dalla nostra quotidianità, ma con gli stessi problemi. Ed è proprio per questo che il racconto, pubblicato con immediato successo nel 1843, rifulge ancora di splendore, rimanendo un classico di Natale sempre amato. Per chi ha tutto è difficile comprendere chi ha poco o nulla e ancor più complicato risulta rinunciare a qualcosa per donarla agli altri. L’insegnamento travalica la pura materialità per immergersi in un contesto più ampio, dove il dono da fare è quello di se stessi, poiché non ci può essere generosità materiale se prima non c’è un’apertura concreta all’altro, una condivisione che sia anche umana e morale.

Questa pellicola visionaria, storia fantastica di uomini e spiriti, ha una valenza cinematografica visiva e di contenuti, che dà il massimo nel Real 3D, ma è godibile anche nella versione rimasterizzata digitalmente per le sale prive delle nuove tecnologie. Degna di nota la colonna sonora di Alan Silvestri, che amalgama le immagini con arte.

Maria Grazia Bosu

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