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Super – Recensione

“Shut Up Crime!” arriva l’evoluzione trentacinquenne di Kick-Ass: la Saetta Purpurea

Regia: James Gunn – Cast: Rainn Wilson, Ellen Page, Liv Tyler, Kevin Bacon, Gregg Henry, Michael Rooker, Andre Royo – Genere: Azione, colore, 96 minuti – Produzione: USA, 2010 – Distribuzione: M2 Pictures – Data di uscita: 21 ottobre 2011.

superRainn Wilson interpreta Frank D’Arbo, un modesto e timido cuoco di una squallida tavola calda americana. La sua vita ordinaria e banale è composta da due soli momenti felici: l’aver dato indicazioni ad un poliziotto sulla direzione presa da un rapinatore, e l’aver sposato Sarah (Liv Tyler). Quando sua moglie, ex tossico dipendente e alcolista, lo lascia per il boss della droga della città (Kevin Bacon) Frank decide di reagire… In maniera decisamente insolita.

Vi siete mai chiesti perché nessuno decide di diventare un supereroe? Frank lo ha fatto, e dopo un’illuminante visione in cui The Holy Avenger (Nathan Fillion, il detective Castle nell’omonima serie televisiva) gli comunica che compirà opere grandi, va nella fumetteria di Libby (Ellen Page). Con un overdose di fumetti studia i diversi supereroi e decide di crearne uno lui stesso. Cuce a mano una tuta rossa in stile Flash e nasce così la Saetta Purpurea, che sarà affiancata in seguito ai rocamboleschi, ma efficaci, attacchi contro il crimine, da Boltie la ragazza prodigio, un’esaltata Libby che è più utile a far danni che altro.

“Super” appare come la versione “venti anni dopo” di “Kick-Ass”, il protagonista non è in questo caso un adolescente ma un adulto che non riesce a relazionarsi con i mali della società moderna, e decide di cambiarli. Non è un film banale, la morale è forte anche se passa a volte per il canale della comicità, né un film adatto ai bambini, gli omicidi sono abbastanza efferati e violenti, anche se le vignette fumettistiche ne smitizzano i toni. “Super” combina la comicità, la violenza, i buoni principi e le cattive pratiche, in un film pop-art che fa riflettere e al tempo stesso diverte.

Eva Carducci

Super – Recensione

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