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Il sangue dei vinti – Recensione

Tratto dal controverso romanzo di Pansa, “Il sangue dei vinti” racconta le violenze compiute ai danni dei simpatizzanti fascisti, dopo il 1945

Regia: Michele Soavi – Cast: Michele Placido, Barbora Bobulova, Alina Nedelea, Valerio Rinasco, Massimo Poggio, Stefano Dionisi, Ana Caterina Morariu, Alessandro Preziosi, Luigi Maria Burruano, Giovanna Ralli, Philippe Leroy – Genere: Storico, colore, 108 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 8 maggio 2009.

il-sangue-dei-vintiI lettori del libro di Giampaolo Pansa “Il sangue dei vinti – Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile”, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2003, rimarranno delusi dalla versione cinematografica realizzata dal regista Michele Soavi. L’autore aveva descritto molto dettagliatamente la lunga serie di omicidi e brutalità alla quale furono sottoposti, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, non soltanto i fascisti ma anche coloro che per il regime avevano semplicemente simpatizzato o i loro familiari.

Per la prima volta in Italia si era parlato chiaramente della resa dei conti imposta ai vinti e di una vera e propria guerra civile alla quale lasciò il passo quella mondiale terminata nel 1945. La ricerca ad ampio respiro di Pansa entra nel particolare con il film “Il sangue dei vinti”, presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma. Qui si racconta principalmente la storia di una famiglia divisa dall’odio politico con tre fratelli Ettore, Francesco e Lucia Dogliani che prendono tre strade diverse alla fine della guerra mondiale.

Francesco (Michele Placido) è un commissario di polizia che nel 1943 sta indagando sull’omicidio di Costantina, una prostituta che vive in un palazzo del quartiere San Lorenzo a Roma. Egli porta in salvo Elisa, la piccola figlia della vittima, riconsegnandola poi alla zia Anna, sorella gemella di Costantina, interpretata da Barbora Bobulova. Diversi anni più tardi sarà proprio Elisa ad accompagnare l’ormai anziano Francesco in un viaggio della memoria in Piemonte sulle tracce della sorella di lui, Lucia (Alina Nedelea), trucidata dai partigiani, il cui cadavere non fu mai ritrovato. La pellicola di Soavi procede dunque tra i flashback di Francesco, che rivive i drammi degli ultimi mesi del conflitto e il viaggio nel presente con una Elisa ormai adulta interessata a risolvere anche il mistero dell’omicidio di sua madre. Con la memoria Francesco torna al giorno in cui i partigiani fecero irruzione nella casa dei suoi anziani genitori, rei soltanto di avere una figlia repubblichina, (Giovanna Ralli e Philippe Leroy) che si suicidarono per evitare di cadere nelle loro mani. Francesco racconta inoltre ad Elisa il giorno in cui la guerra fratricida mise uno di fronte all’altro armati suo fratello Ettore (Alessandro Preziosi), partigiano, e sua sorella Lucia, aderente appunto alla repubblica di Salò: il primo fu ucciso e la seconda venne fatta prigioniera dai partigiani e mai ritrovata.

Durante la guerra civile Francesco, che non si era schierato politicamente rimanendo neutrale anche rispetto alle dispute dei suoi fratelli, si ritrova quindi a perdere ad uno ad uno tutti i suoi cari a causa di un odio che spaccò l’Italia in due. L’intento della pellicola, che sbarcherà nelle sale nei primi mesi del 2009, è chiaramente pacificatore e viene più volte ribadito il diritto di tutti, vincitori e vinti, alla sepoltura dei loro cari.

A nostro parere “Il sangue dei vinti”, essendo strutturato più come una fiction, riscuoterà maggiormente il consenso del pubblico televisivo, dove verrà trasmesso dalla Rai alcuni mesi dopo l’uscita nei cinema. Nutrito il cast degli interpreti da Alessandro Preziosi ad Ana Caterina Morariu a Valerio Binasco. Su tutti spiccano le interpretazioni di Michele Placido, molto convincente nei panni del commissario Dogliani e di Barbora Bobulova, alle prese con due sorelle gemelle molto diverse tra loro: Anna e Costantina Spada.

Ilaria Capacci

Il sangue dei vinti – Recensione

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