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La Casa sulle nuvole – Recensione

Due fratelli e un viaggio in Marocco alla ricerca di un padre assente: un film sul contrasto generazionale e culturale

Regia: Claudio Giovannesi – Cast: Adriano Giannini, Emanuele Bosi, Emilio Bonucci, Paolo Sassanelli – Genere: Drammatico, colore, 96 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Distribuzione: Istituto Luce – Data di uscita: 8 Maggio 2009.

Il viaggio, in alcucasa-sulle-nuvoleni casi, è un modo per evadere dalle proprie responsabilità o un andargli incontro? È questa forse la domanda che ci si pone guardando questo primo lungometraggio di Claudio Giovannesi (già autore dal 2002 di numerosi cortometraggi e documentari). La risposta è entrambe o nessuna delle due scelte, perché in fondo il mondo poetico ed esotico del road movie, ci trascina in un “viaggio” che ha radici più profonde del semplice moto a luogo.

La sceneggiatura del film nasce a partire da una documentazione fatta, nel corso degli ultimi due anni, sugli italiani residenti in Marocco (confluita in un documentario dal titolo “Appunti per un film in Marocco”).

Nel film Michele e Lorenzo Raggi sono due fratelli che vivono, soli al mondo, in una grande casa alle porte di Roma. Una mattina un uomo gli porta una notizia improvvisa: la loro casa è stata regolarmente venduta dal legittimo proprietario, il loro padre Dario, scomparso da 12 anni. I due ragazzi decidono così di andarlo a cercare, per riprendersi la casa dove hanno sempre vissuto. Seguendo le poche tracce che hanno, Michele e Lorenzo arrivano fino in Marocco, a Marrakech, dove imparano, nel coinvolgente e complesso scenario della cultura magrebina, a conoscere quel padre che gli si è negato per così tanto tempo e a prendere coscienza del sentimento del loro essere fratelli.

Nella risoluzione attraverso la catarsi, forse un clichè del film di viaggio, i tre protagonisti fanno i conti con le proprie colpe, con il tempo che scorre inesorabilmente e con la scoperta, o meglio riscoperta dei propri legami di sangue. Di particolare interesse è il personaggio di Amina la compagna del padre, una ragazza madre che ha abbandonato il proprio villaggio per vivere a Marrakech, in un tentativo di rivalsa, attraverso la prostituzione nei night club per turisti, di accedere al benessere e al lusso che l’occidente propone come modello.Se il viaggio ha anche come scopo quello di porci in contatto col diverso da noi, questo personaggio è proprio quel punto d’incontro, con il quale percepiamo le differenze ma anche le profonde uguaglianze che legano mondi lontani non solo a livello geografico.

Riconosciuto di interesse culturale da parte del Ministero dei Beni Culturali e dello Spettacolo (pochi film in Italia hanno il “privilegio” di esserlo), “La casa sulle nuvole” affronta sicuramente l’eterno conflitto generazionale, dove i figli sono orfani di quei padri che tra gli anni ’60 e ’70, nel tentativo di rincorrere l’utopico sogno rivoluzionario e nell’affannosa ricerca di libertà, hanno lasciato dietro di sé le proprie “vittime”, ma lo aggredisce con ironia e comicità senza cedere mai il passo alle prese di posizione nei confronti di una delle due facce della stessa medaglia.

Serena Guidoni

La Casa sulle nuvole – Recensione

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