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“Astro Boy”, storia di un piccolo e dolce robot

Dal fumetto al film, “Atro Boy”, la storia di un piccolo robot e di un grande cuore

astroboyAstro Boy, piccolo robot, dotato di superpoteri, apparve per la prima volta nel 1951 nelle pagine del leggendario manga di Osamu Tezuka, considerato il “dio dei manga”, ottenendo un successo immediato.

Astro Boy, con i suoi grandi occhi, carichi di espressione, si trasformò in un punto di riferimento nel mondo dei fumetti, tanto da divenire uno standard per una nuova forma d’animazione ormai famosa in tutto il mondo col nome di ”anime”.

L’enorme successo del fumetto è stato ampliato dalle successive serie televisive. In Giappone Lui ed il suo creatore sono talmente celebri da apparire su dei francobolli celebrativi. Il film racconta l’origine del personaggio, a Metro City, un’immaginaria città del futuro, che si trova sospesa nel cielo, dove, come purtroppo succede nella realtà, le scoperte degli scienziati vengono sfruttate dai potenti per soggiogare le masse. In questo contesto nasce Astro Boy, piccolo robot che deve sanare il dolore del suo creatore per la perdita recente del suo unico figlio. Di qui lo sviluppo della storia, la difficoltà del piccolo a trovare un suo posto nel mondo, l’eterna lotta tra bene e male.

Il racconto scorre veloce, anche se la sceneggiatura del regista David Bowers (“Giù per il tubo”) e di Timothy Harris (“Space Jim”, “Un poliziotto alle elementari”, “Una poltrona per due”) ricalca in troppe parti situazioni già viste, ad esempio la scoperta da parte di Astro dei suoi poteri ricorda molto da vicino Spiderman.

Sicuramente la pellicola piacerà molto ai bambini, c’è lo spirito di squadra, la difficoltà ad inserirsi in un gruppo, la sublimazione dell’amicizia, il bene che trionfa sempre, ma probabilmente deluderà gli appassionati del manga, che per questa trasposizione cinematografica avevano grandi aspettative.

Maria Grazia Bosu

“Astro Boy”, storia di un piccolo e dolce robot

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