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Recensione “As Bestas – la terra della discordia”: il feroce dramma rurale dal 13 aprile al cinema

Arriva con un po’ di ritardo anche in Italia, in sala dal 13 aprile, l’angosciante thriller As Bestas – la terra della discordia, film che ha ottenuto diversi consensi festivalieri e plauso della critica già alla sua uscita internazionale, nel 2022.

Un thriller che ci parla di xenofobia e condivisione territoriale, nella Spagna rurale, dove arriva una coppia di coniugi francesi ad acquistare un terreno.

Recensione “As Bestas – la terra della discordia”: il feroce dramma rurale dal 13 aprile al cinema
Una scena dal film “As Bestas”

Indice

As Bestas – la terra della discordia – tutte le informazioni

la locandina italiana di “As Bestas – la terra della discordia”

Trama

Una coppia francese di mezza età si trasferisce in un villaggio rurale della Spagna, in Galizia, alla ricerca di intimità con la natura, con l’intento di darsi all’agricoltura. Ma la loro presenza infiamma due fratelli locali al punto da provocare una totale ostilità, quando si rifiutano di accettare la realizzazione di un impianto eolico.

Questo il plot narrativo di un dramma sulla condivisione (del territorio) e l’accettazione, ma anche sull’animalità dell’uomo ai confini della società urbana, tra regresso e progresso.

Crediti

Titolo originale: As Bestas
Regia: Rodrigo Sorogoyen
Cast: Denis Ménochet, Marina Fois, Luis Zahera, Diego Anido, Machi Salgado
Genere: Dramma – Thriller
Produzione: 2022, Spagna, Francia
Durata: 137 minuti

Recensione

Il film del regista spagnolo Sorogoyen, pluripremiato ai premi Goya (miglior fotografia, miglior attore protagonista e non protagonista, miglior sceneggiatura e miglior film), arriva con un pizzico di ritardo – ma almeno arriva – anche nelle nostre sale, dal 13 aprile, sebbene fosse già passato a Roma, per la Festa del cinema di Roma del 2022, per fiondarci in una storia di crescente alienazione e angosciante xenofobia, di ambientazione rurale.

Molti ricorderanno il protagonista, qui in una veste fisicamente più imbolsita ma di grande intensità espressiva, ammirato nel prologo di “Bastardi senza gloria” (l’uomo che ospita il mefitico colonnello Hnas Landa e tiene nascosti gli ebrei sotto le intercapedini della propria casa), Denis Mènochet. L’attore, nei panni di un imprenditore agricolo francese ci porta all’interno di un dramma di crescente tensione, dove il regista costruisce una valida intesa tra le atmosfere, le sensazioni dei personaggi – anche quelli di contorno – ed il climax che nella seconda parte fa sfociare un “normale” dramma di contrasti territoriali in un thriller gelido.

Si apre con lo stramazzamento di un cavallo, in una piena attività agricola e l’opera del regista spagnolo ripropone a metà del racconto la stessa situazione sul versante umano (il punto centrale della tragedia del racconto), a sottolineare gli intenti del titolo (le bestie), ricordandoci che la bestialità umana prende il sopravvento quando in ballo ci sono profitti, invidie o semplicemente paure.

Con uno scorrere lento, ma denso, il film pone l’accento sulla crescente tensione che sfocia nel conflitto, tra gli “stranieri” (e in un certo senso progressisti) e i locali (in un certo senso retrogradi conservatori), pur senza dimenticare di dirci che in un conflitto le colpe possono essere parimenti divise, senza lasciarci intendere che da una parte ci sia il bene e dall’altra il male.

Alla fine della fiera, della contesa, che esplode prima in diatribe verbali, poi in vere e proprie minacce e quindi in tragedia, il film cerca di concedersi una parte conclusiva (l’ultima mezz’ora) in cui riflette sulle macerie dell’accaduto e sulla (im)possibilità di dividere vincitori e vinti, colpevoli e vittime.

Giudizio conclusivo sul film

Nel complesso, “As Bestas” è un film ottimamente messo in scena e molto ben interpretato, che si concede le riflessioni sulla convivialità, sull’accettazione dello straniero e sull’ineluttabilità dell’avidità umana, raccontandoci la dura realtà della provincia rurale, che potrebbe essere quella di qualunque paese al mondo.

Le (oltre) due ore di durata sono abbastanza dense e ben sostenute da una tensione crescente, anche se forse la parte conclusiva può apparire un po’ allungata e con meno sostanza rispetto a tutta la prima ora e mezzo di visione.

La visione, comunque, se si cerca un dramma tragico con buoni spunti di riflessione sociali, senza spettacolarizzazioni e con personaggi validi, è assolutamente consigliata.

Trailer

Il trailer italiano di As Bestas – la terra della discordia

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David M. Scortese

David M. Scortese

Appassionato di cinema fin dall'adolescenza, studia recitazione teatrale e cinematografica, è attivo in teatro e in opere audiovisive, cortometraggi e prodotti per il web.

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