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Recensione “2028 – La ragazza trovata nella spazzatura”: un pezzo d’autore stralunato e magnifico

Diretto e recitato dal giovane polacco Michal Krzywicki, nonché sceneggiato dallo stesso assieme all’altra protagonista Dagmara Brodziak, “2028 – La ragazza trovata nella spazzatura” è un pezzo d’autore stralunato e magnifico, uno di quei film che bisogna cercare col lanternino, ma che se si ha la fortuna di trovare sanno donarti una gioia immensa.

Indice

2028-La ragazza trovata nella spazzatura – tutte le informazioni

Trama

In un futuro non troppo lontano, la Polonia ha promulgato una legislazione speciale che consente alla polizia di ridurre in schiavitù chiunque si macchi di delitti particolarmente efferati, facendogli indossare un collare d’acciaio che eroga un farmaco che lo priva di emozioni e ricordi rendendolo praticamente un automa. Per manifestare in modo eclatante contro il progetto, l’attivista Szymon (Michal Krzywicki) annuncia ai media che si suiciderà in una data prestabilita. Una sera però il giovane esce per gettare l’immondizia e fra i sacchi della spazzatura trova una ragazza (Dagmara Brodziak) con indosso proprio il famigerato collare. Szymon decide dunque di aiutarla a riconquistare la libertà.

Recensione “2028 – La ragazza trovata nella spazzatura”: un pezzo d’autore stralunato e magnifico

Crediti

  • Tit. orig.: Dzien, w którym znalazlem w smieciach dziewczyne
  • Tit. internazionale: The Day I Found a Girl in a Trash
  • Regia: Michal Krzywicki
  • Cast: Michal Krzywicki, Dagmara Brodziak, Marek Kalita, Philippe Tlokinski, Weronika Humaj, Konrad Kapica, Justyna Suwala, Kordian Rekowski, Grzegorz Palkowski, Edyta Januszewska, Marek Dyjak, Olga Milaszewska
  • Genere: drammatico, fantascienza
  • Durata: 98 minuti
  • Produzione: Polonia, 2021
  • Casa di produzione: Polski Instytut Sztuki Filmowej, Wonder Woman Production, Telewizja Polska (TVP)
  • Distribuzione: PFA Films
  • Data di uscita: giovedi 23 marzo 2023
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Recensione

Non è sempre facile rinvenire all’interno del panorama filmico mondiale contemporaneo qualche cosa che sia in grado realmente non solo di farsi apprezzare dal lato prettamente estetico-artistico, ma anche da quello più specificamente etico-emozionale. Questa pellicola dal titolo deliziosamente suggestivo “2028 – La ragazza trovata nella spazzatura” si può dire rientri precisamente nella tipologia.

Perché se da una parte i rimandi ad un senso tutto bladerunneriano dell’anti-utopia avviene cinematograficamente attraverso la proposizione di una fotografia sulla tonalità dell’inchiostro affatto evocativa, dall’altra il film sa mettere in scena una storia d’amore vigorosa e ammaliante, dall’esordio cupo ma che progressivamente la forza di un sentimento sa rendere perfettamente tenera e piena di luce.

Il “viaggio della speranza” dei due protagonisti Szymon e Blue si rivela dunque una fuga per la conquista dell’amore e della libertà, ma parallelamente (e non in tono minoritario) altresì una battaglia itinerante contro un’Autorità che opprime e la quale pretende vieppiù irresponsabilmente di basare sé stessa su dominio, coercizione e schiavitù.

Brodziak fornisce una prestazione vibrante, dicendo due parole in croce. Sa trasmettere costantemente e ineluttabilmente da un verso lo sconforto per la condizione di sopruso in cui il suo personaggio sta vivendo; dall’altro è capace invece di esprimere accuratamente la meraviglia per la ri-scoperta di una quotidianità stuprata, così come uno stupore naif di fronte ad un mondo sensibile che insensibilmente i suoi carcerieri vorrebbero lei non riconoscesse più. Krzywicki, nel frattempo, grazie al suo atto di coraggio scopre che dietro l’insensatezza disumanizzatoria del robotismo abulico dentro il quale Blue è sepolta si nasconde un’umanità deflagrante, sempre pronta ad emergere in tutto il suo fulgore.

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Giudizio e conclusione

2028 – La ragazza trovata nella spazzatura” è un film intenso e commovente, realizzato con sensibilità oltre che recitato con grande trasporto.

Note di regia

Stiamo notando questi riferimenti ora più di prima. Molte persone menzionano Blade Runner , e quando si tratta di The Matrix , l’ho notato mentre stavamo montando! O anche questo personaggio di Ghost in the Shell, che aveva gli stessi voti. Comincio a pensare che una volta che decidi di fare un film futuristico, alcuni elementi familiari si fanno strada anche senza che tu ci provi. Con la sua testa rasata, tenderemmo a pensare di più al suo contesto storico, agli schiavi o addirittura all’Olocausto, anche perché stiamo mostrando una procedura che ti toglie l’umanità. La tua individualità viene cancellata. Diventi parte di questa massa anonima, privata di ogni diritto. Il mondo ha le sue fasi, ed è facile sentire che niente ha più senso e che c’è questo destino imminente.

È facile deprimersi e dimenticare che oltre a tutte queste brutte notizie che continuiamo a sentire, stanno accadendo anche cose belle. Volevamo mostrarli. Mostriamo qualcuno che ha perso ogni speranza, che non ha più forze. E poi incontra questa donna che, come una bambina, è ingenua e nota tutto ciò che la circonda, persino le gocce di pioggia in questa brutta città. Il fatto che il film sia ambientato a soli otto anni nel futuro ha a che fare con il nostro desiderio di concentrarci sulle persone, piuttosto che su una fantascienza hi-tech. Direi che questo mondo è stato creato per questa storia, non il contrario.

Trailer

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Mirko Tommasi

Mirko Tommasi

Classe 1975, storico dello Spettacolo e saggista, collabora abitualmente con il Centro Audiovisivi di Verona. É appassionato di cinema nordamericano e cura una guida online ai film che porta il suo nome.

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