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Zlatan (2021)

Recensione

Zlatan: l’infanzia e la giovinezza del noto calciatore

zlatan immagine

Arriva sul grande schermo “Zlatan”, incentrato sugli anni dell’infanzia e della giovinezza del grande campione Zlatan Ibrahimovic. È ricordata la difficile vita di un figlio di immigrati balcanici nella Svezia dei primi anni ’90: a Rosengård, un malfamato sobborgo di Malmö, vediamo il piccolo Zlatan dare i primi calci al pallone, prima nei prati fra un palazzo e l’altro, poi nel campetto della squadra del quartiere.

Prima di vincere decine di trofei in giro per il mondo, di diventare un simbolo per il suo paese, travalicando poi negli anni gli angusti confini del mondo del football diventando un’icona internazionale, un personaggio del mondo della comunicazione, ricordiamo lo scorso anno le sue divertenti performance a Sanremo, Zlatan Ibrahimovic è stato un ragazzo problematico. Nel film assistiamo alle prime manifestazioni del suo ben noto carattere ribelle, fin dal suo arrivo nella prima squadretta di ragazzini, ma siamo anche testimoni dei sacrifici e della fatica che comportò per lui il voler arrivare sul tetto del mondo.

Un film onesto e ben fatto

Col passare degli anni gli spigoli del suo carattere sembrano diventare ancora più affilati: passato nelle giovanili del Malmö, in un primo tempo fatica a trovare il suo posto in squadra, sia per l’impegno discontinuo, sia ancora per il suo carattere ‘particolare’, che porta mezza squadra ad ammutinarsi contro di lui. Ancora una volta impegno e sacrifici sono la formula vincente per superare le difficoltà, unito al sostegno della famiglia e dei pochi veri amici. Lasciamo il nostro campione alle soglie del passaggio nel 2004 dall’Ajax alla Juventus, vero punto di svolta della sua carriera, trasferimento che gli darà una dimensione internazionale, e quella notorietà ‘globale’ di cui gode ancora oggi a quaranta anni appena compiuti.

Molto buono il lavoro del regista Jens Sjögren, soprattutto nel rievocare le prime gesta atletiche del giovane Zlatan, e complimenti anche a chi ha svolto il casting, riuscendo a ingaggiare tre attori, che impersonano il protagonista nelle varie età, veramente somiglianti all’originale.

Il film è tratto dal libro autobiografico del 2011 ‘Io Ibra’; per chi seguiva il calcio di quegli anni, fa un certo effetto vedere sul grande schermo Luciano Moggi, allora onnipotente dirigente juventino: le sue schermaglie riguardo il suo trasferimento in bianconero, magia del cinema, fanno passare per (quasi) simpatico anche l’agente di Zlatan Mino Raiola.

Daniele Battistoni

Trama

  • Regia: Jens Sjögren
  • Cast: Granit Rushiti, Dominic Andersson Bajraktati, David S. Lindgren, Cedomir Glisovic, Didrick Gillstedt
  • Genere: Biografico, colore
  • Produzione: Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, 2021
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Data di uscita: 11 novembre 2021

Im Zlatan Locandinapg1 “Zlatan”, il film diretto da Jens Sjögren, non è il classico biopic celebrativo, non dipinge la figura dell’Ibra asso del calcio, ma ne definisce la difficile infanzia e la giovinezza, prima che diventasse il campione indiscusso che è oggi.

Zlatan (2021)

La trama

Lo Zlatan bambino vive in un sobborgo di Malmö, Rosengård, abitato perlopiù da immigrati. Lui stesso è figlio di immigrati jugoslavi. E’ un bambino vivace, che sprizza energia da tutti i pori, combattuto tra il sentirsi diverso e la voglia di emergere, attraverso il suo grande talento, quello per il calcio. Il pregiudizio verso gli immigrati e il dolore per il divorzio dei genitori innescano un comportamento problematico, soprattutto a scuola, dove non si sente mai accettato.

Dai primi anni fino alle giovanili del Malmö FF, dai primi gol sui campi di fango a quelli sull’erba dei professionisti, il bambino diventa l’uomo che è ora, capace di guardarsi alle spalle con onestà, conscio di una certa rudezza che lo ha mai abbandonato.

“Zlatan” è la storia del bambino e del ragazzo, prima che dell’uomo e del campione che tutti conoscono e riconoscono.

Trailer

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