9 (2010)

9: quando i buoni sentimenti vincono sulla logica

9 recensione

In una terra di morte e macerie in cui il genere umano è stato annientato dalla propria 'hybris' tecnologica e a dettar legge sono le macchine, governate dalla mera 'ratio' con cui sono state programmate, è ancora possibile che a trionfare siano i buoni sentimenti? La risposta dell’esordiente regista Shane Acker è affermativa.

Lo spirito vitale non può estinguersi con l’apocalisse dell’umanità - metafora della convinzione che l’anima sopravviva in qualche forma alla finitezza del corpo - e saranno proprio nove pupazzi di pezza, cuciti a mano, ciascuno con le sue personali peculiarità, ad incarnare questo lascito, quest’immortale soffio di vita.
Nove pupazzi dunque, nove pezzi di “anima” più che di “stoffa”, che proprio in virtù del loro essere “umani” riusciranno a trionfare sulla logica meccanica e spietata delle macchine, automi perfettamente congegnati ma ideati per eseguire azioni automatiche in modo puramente razionale.

Questo il messaggio su cui si fonda "9", un tema un po’ trito e ritrito, affrontato dal regista senza particolari picchi di originalità, soprattutto per l’eccessivo indugiare sul valore della solidarietà, sulla forza dell’unione e della fratellanza, sul potere dell’amore, insomma su tutta quella codificata serie di 'buoni sentimenti' che si vuole abbiano la meglio sull’egoistica logica dell’individualismo.

9: poca originalità dall'acclamato Tim Burton

Se dunque l’ispirazione dello script non brilla per originalità, ci si aspetterebbe che quantomeno dal punto di vista dell’animazione e delle invenzioni grafiche il film riesca a soddisfare le attese suscitate se non altro da un nome come quello del maestro Tim Burton nella veste di produttore (assieme a Timur Bekmambetov).

Anche per quanto riguarda le soluzioni visive però non si può parlare di trovate geniali, in un mix tra rievocazioni di robot alla “Matrix” e reminescenze dell’inventario figurativo caratteristico dei regimi dittatoriali. Per di più nella versione italiana si perde il fascino dell’originale cast di doppiatori, in cui brillano nomi d’eccezione come Elijah Wood, John C. Reilly, Jennifer Connelly, Martin Landau, Christopher Plummer e Crispin Glover.

Insomma nel complesso un film che, benché non si possa liquidare come 'mal riuscito', rimane senza infamia e senza lode, lasciando un po’ d’amaro nella bocca di chi, colpito dal cortometraggio di qualche anno fa, attendeva famelico questa versione per il grande schermo.

Francesca Rinaldi

  • Regia: Shane Acker
  • Cast: Elijah Wood, John C. Reilly, Jennifer Connelly, Christopher Plummer, Crispin Glover, Martin Landau, Fred Tatasciore
  • Genere: Animazione, colore
  • Durata: 79 minuti
  • Produzione: USA, 2009
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Data di uscita: in Blu-ray e DVD dal 22 Settembre 2010

9 posterShane Acker propone il suo primo film d’animazione nel 2009, "9", ispirato al suo omonimo cortometraggio del 2005 candidato al Premio Oscar e agli Academy Awards.

Il film racconta la storia di nove bambole di pezza in un ambiente post apocalittico. I minuscoli pupazzi sono stati creati in laboratorio da uno scienziato e sono dotati di piccole porzioni di anima, dettaglio rilevante nel momento in cui prenderanno vita.

Quando 9, l’ultima bambola realizzata, si sveglia nello studio del suo creatore, infatti, decide di imbarcarsi in un viaggio all’esterno delle quattro mura in cui è stata rinchiusa tutto quel tempo. È lì che comincia il viaggio nella città deserta e devastata dalla guerra tra uomini e robot, circondata dalle rovine e dalle macerie di un’epoca ormai lontana.

9, una lotta tra pupazzi in cerca di un futuro

In questo scenario i nove pupazzi si ritrovano, sparsi per la città: 9 incontra per primo 2, ma vengono attaccati da un ultimo superstite, la macchina Bestia-Gatto. Da questo scontro i due si separano, e 9, unitosi ad altre bambole, cercherà in tutti i modi di recuperare l’amico, invano. Inizia così una lotta tra gli otto pupazzetti rimasti e l’antagonista Bestia-Gatto, ricca di colpi di scena e di risvolti drammatici, in cui il lieto fine non è scontato.

Tim Burton e Timur Bekmambetov sono stati i produttori di questo film animato, che si colloca nel panorama dei capolavori d’animazione di nicchia.

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