27 volte in bianco (2008)

27 volte in bianco - Recensione: 27 volte prima del lieto fine

27 volte in bianco protagonista

Sicuramente non ci si aspetta un film profondo andando al cinema a vedere "27 volte in bianco" e quindi ci si siede rilassati e tranquilli convinti di stare per assistere a una classica commedia romantica americana.
La sceneggiatura sulla carta è molto originale, nella pratica però poteva essere resa meglio dagli autori de “Il diavolo veste Prada”. Tutto sommato, ci troviamo di fronte ad una storia dai risvolti romantici in antitesi con il rampantismo delle donne moderne americane.

Essere 27 volte la damigella ai matrimoni delle amiche o conoscenti riempie la protagonista di gioia, facendola sognare ad occhi aperti su un amore non corrisposto con il capo, impedendole di vedere le cose con più obiettività. A

ppare alquanto dubbiosa la scelta della bella Katherine Heigl come scialba sorella della biondina tutta curve che nel film impersona l’oggetto del desiderio dell’agognato uomo; tuttavia, riesce bene la brava Heigl a rendere le emozioni che poi in fondo accompagnano tutte le ragazze del mondo che pensano all’amore come a qualcosa di irraggiungibile e inafferrabile.

27 volte in bianco: il matrimonio è ancora il sogno delle donne

Guardando "27 volte in bianco", si deduce che il sogno della ragazza moderna sia ancora il matrimonio con tutte le implicazioni che ne conseguono: costosi buffet, vestiti impegnativi e improbabili centritavola!

C’è da dire che la fine della storia, semplice ma diretta, riesce a dare corpo all’amore che dovrebbe, sempre e comunque, essere protagonista. Scontato appunto il lieto fine, ma altrettanto dovuto alla protagonista che finalmente riesce a risplendere di luce propria circondata da tutto il suo mondo immerso tra sogni e realtà.

Roberta Clemente

  • Titolo originale: 27 Dresses
  • Regia: Anne Fletcher
  • Cast: Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Brian Kerwin, Charli Barcena, Peyton R. List, Jane Pfitsch, Jennifer Lim, Brigitte Bourdeau, Danielle Skraastad, Marilyn L. Costello, Michael Ziegfeld, Yetta Gottesman, Erin Fogel, Bern Cohen
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 107 minuti
  • Produzione: USA, 2008
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Data di uscita: 21 Marzo 2008

27 volte in bianco posterProtagonista della storia Jane, una ragazza dolce e altruista che ha partecipato a ben 27 matrimoni (con relativi 27 diversi abiti) in veste di damigella. Cresciuta quindi con questo mito, conserva tutti i suoi bizzarri abiti che ha indossato a queste cerimonie, in un armadio.

Jane è corteggiata, senza risultato, da un cinico cronista, che vuole fare uno scoop su di lei. Quando la sorella Tess le chiede di partecipare alle sue nozze, ancora una volta in veste di damigella, tutto il suo mondo dorato sembra cadere a pezzi: il futuro sposo infatti è proprio l’uomo che Jane ama segretamente da tempo.

27 volte in bianco: un cast su di giri

Commedia romantica diretta da Anne Fletcher (“Step Up”) e interpretata dalla splendida Katherine Heigl che nel divertente"27 volte in bianco"mette alla prova la sua comicità ma che sicuramente regalerà ai cultori del genere uno spettacolo piacevole e rilassante.

Il ricchissimo e preziosissimo cast che offre "27 volte in bianco" è strepitoso: da Katherine Heigl, la fantastica attrice che riesce sempre a soddisfare il pubblico con le sue interpretazioni nonché l'indimenticabile dottoressa Izzie Stevens nella serie tv "Gray's Anatomy" (ruolo che le valse un Emmy Award e uno Screen Actor Guild Award), a Kristen Ritter, conosciuta principalmente per aver rivestito  panni di Jane Margolis nella fortunatissima serie tv "Breaking Bad" e molti altri come James Marsden e Malin Akerman.

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1 Comment

  1. klem

    Una grande sfida vinta alla grande essere originali sul tema arcisfruttato di chi partecipa a infiniti matrimoni prima del proprio. Non la solita frustrata o masochista, ma un’innamorata dell’amore che si carica di energia vitale senza bisogno di essere la sposa, mentre c’è chi per protagonismo ai funerali vorrebbe essere il morto. E originale poi che il suo amore sia Kevin e non il ben più scontato George.
    Non convince invece il matrimonio saltato di Tess con George senza il minimo dramma, e ancor meno la benpensante pacificazione tra le sorelle. Mi auguro un sequel in cui Tess e George siano felici e contenti, o tornando insieme o ciascuno con un nuovo partner

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