14 anni vergine – Recensione

14 anni vergine: quando le bugie hanno le gambe lunghe

(Full of it) – Regia: Christian Charles – Cast: Ryan Pinkston, Kate Mara, Carmen Electra, John Carroll Lynch, Teri Polo, Garth Merkeley – Genere: Commedia, colore 93 minuti –– Produzione: Warner Bros Picture Italia – Distribuzione: Video CDE – USA – South Africa – Italy – Data di uscita: 13 Giugno 2008.

 

14annivergine“14 anni vergine” narra la vicenda di un ragazzo alle prese col suo primo giorno alle superiori. A causa dei suoi capelli assolutamente inaccettabili e di tante altre situazioni, tra cui l’imbarazzante saluto dei suoi genitori premurosi davanti l’ingresso della scuola, Sam viene deriso da tutti e viene letteralmente massacrato dai giudizi degli altri studenti. Preso da un estremo sconforto, decide di andare a parlare con un consulente della scuola, ma l’unico consiglio che riceve è quello di mentire. I vincitori mentono sempre ed i bugiardi vincono. Queste sono le parole che riecheggiano nella mente di Sam. Ecco allora che quello che era il ragazzo deriso, comincia a risollevarsi moralmente raccontando un’infinità di balle. Ci prende gusto e le sue storie diventano sempre più grandi e sempre più credute, fino a quando… qualcosa cambia.

Le bugie hanno le gambe corte si insegna ai ragazzi, ma le bugie di Christian Charles, il regista, le hanno lunghissime. Nessuno resisterà alle balle confezionate di Sam, né la sexy insegnante, né la ragazza più attraente della scuola, né il bulletto di turno. La realtà in cui Sam vive verrà sconvolta dalla sua immaginazione al punto da rivoluzionare totalmente anche se stesso.

Inevitabilmente la situazione mutata lo tira in gioco sempre di più, fino a invadere esageratamente la sua condizione di adolescente. A questo punto, occorre cambiare le sorti della vita, ancora una volta. Con una regia semplice e diretta, Christian Charles descrive una situazione dietro l’altra con efficace ilarità. Una commedia entusiasmante e divertente nata dalla più banale condizione di uno studente “sfigato” e descritta con impeccabile comicità.

 

Jacopo Lubich

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