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Una notte da leoni 3 – Recensione

Niente fuochi d’artificio per la terza (ed ultima) avventura del “branco” di Todd Phillips

(The Hangover Part III) Regia: Todd Phillips – Cast: Bradley Cooper, Zach Galifianakis, Ed Helms, Mike Tyson, Justin Bartha – Genere: Commedia, colore, 100 minuti – Produzione: USA, 2013 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 30 maggio 2013.

una-notte-da-leoni3Sono passati quattro anni da quel risveglio in una suite di Las Vegas tra ferite, tigri, neonati, soldi e droga. Stu, Doug e Phil hanno una vita serena e normale, Alan invece è rimasto il bambinone fuori di testa di un tempo, che, dopo l’ennesimo guaio, viene spedito in un istituto psichiatrico dalla famiglia affinché impari ad attenersi alle regole della società. A Phil, Stu e Doug il compito di accompagnarlo. Peccato che “il branco” riesca a finire nei guai poco dopo aver lasciato casa: Doug viene rapito da un malavitoso che lo riconsegnerà incolume a Phil, Stu ed Alan solo dopo aver ricevuto in cambio Mr. Chow, in debito con lui.

Se “Una notte da leoni 2” seguiva passo passo il plot del primo film, reinserendolo nelle nuove ed esotiche location di Bangkok, questo capitolo conclusivo della trilogia abbandona completamente la linea della “caccia-al-ricordo-post-sbornia-estrema”, firma inconfondibile di “Una notte da leoni”.

Il terzo film sterza pesantemente sull’action-movie con il risultato di far storcere il naso ai fan. Per acciuffare il loro amico-nemico asiatico, i tre amici seguono un piano lucido ed organizzato; non sono certo sbandati e completamente persi come siamo stati abituati a vederli, al contrario appaiono più che risoluti (Phil in primis) mentre giocano a fare le spie ed i detective.

Ciò che resta della demenzialità e della comicità esilarante dei primi due “Una notte da leoni”, è completamente incarnato dalle figure di Alan e Mr. Chow che con le loro affermazioni tanto inappropriate quanto naturali e le loro azioni folli ed incoscienti sono fonte unica di quelle risate che il pubblico si aspetta dalla visione.

Dimenticate le scene totalmente assurde viste finora nei film precedenti: l’intero “Una notte da leoni 3” poggia sulla mimica facciale esagerata e divertentissima di Zach Galifianakis, che si conferma interprete comico di talento, capace di reggere un intero film sulle sue spalle. Ed Helm e Bradley Cooper, che negli altri film erano co-protagonisti a pieno titolo, sono lasciati da parte, diventano spalle su cui Galifianakis può poggiare le sue battute. Ken Jeong nel ruolo di Mr. Chow invece scala vertiginosamente i gradini di importanza all’interno della trama e, da interprete secondario, diventa vero e proprio quarto co-protagonista.

Le risate non mancheranno e sicuramente i fan della saga apprezzeranno i numerosi rimandi alle avventure precedenti, ma “Una notte da leoni 3” perde tutta l’originalità che era stata causa prima dell’immenso successo del film di partenza. La sceneggiatura purtroppo è piatta, ripetitiva e affatto coinvolgente con il risultato di dare vita a un film che distrae, ma non conquista come i suoi predecessori.

Corinna Spirito

Una notte da leoni 3 – Recensione

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