Scomparsa: la serie TV presentata dal cast tecnico e dagli attori

Presentata alla stampa la nuova serie TV “Scomparsa”, in onda dal 20 Novembre su Rai 1, una produzione RaiFiction per EndemolShine, alla presenza, tra gli altri, del regista Fabrizio Costa, il cast e gli sceneggiatori Peter Exacoustos e Maddalena Ravagli.

Scomparsa, un racconto che indaga l’adolescenza e il rapporto genitori/figli

Scomparsa Vanessa Incontrada

Il progetto di “Scomparsa” è stato presentato dalla direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta come una storia corale che possa rivolgersi a tutti: rappresenta, infatti, il mondo dell’adolescenza, un’età di passaggio particolare in cui i genitori pensano di conoscere i propri figli, salvo poi scoprire che questa non è la realtà; le varie sottotrame che aumentano le incognite, i personaggi che nascondono segreti sotto la facciata della normalità,  la collaborazione dei due sceneggiatori e la regia moderna e dinamica danno vita ad una serie TV che è testimone della qualità produttiva che caratterizza la collaborazione tra Rai ed Endemol, dalla quale, ha aggiunto Massimo Del Frate, responsabile del Dipartimento Fiction di Endemol, questa serie TV riprende anche la linea editoriale delle storie al femminile: in questo caso, il personaggio è più complesso rispetto alle produzioni passate (come “Provaci ancora Prof!”) poichè Nora, questo il nome della protagonista, è un carattere drammatico ma al contempo positivo, che lotta per sè e per la figlia.

Gli sceneggiatori Maddalena Ravagli e Peter Exacoustos hanno rivelato di essersi ispirati, per “Scomparsa”, a una vicenda giudiziaria reale che hanno poi trasformato, e di aver attinto dalle loro esperienze personali per quanto riguarda il rapporto coi figli; il racconto, hanno aggiunto, sottolinea anche il cambio di ruolo della donna che sempre più si affianca alla figura maschile per quel che riguarda il confronto col mondo, stabilendo, in questo senso, un rapporto paritario con l’uomo. La fragilità dell’adolescenza ma anche dell’essere genitore, i ruoli nella famiglia che cambiano, la crisi dell’idea patriarcale erano gli argomenti sul tavolo: gli sceneggiatori hanno scavato in queste difficoltà, riversandovi anche i loro dubbi personali e le loro esperienze.

“Scomparsa” vista attraverso i suoi personaggi

Vanessa Incontrada, che veste i panni della protagonista, ha sottolineato quanto “Scomparsa” sia una storia che racconta fatti non così rari nella vita comune; a proposito del suo lavoro per interpretare il personaggio di Nora, ha raccontato che a volte chiudeva gli occhi e immaginava cosa avrebbe provato se si fosse trovata veramente in quella situazione, se ad essere scomparso fosse suo figlio, e ha confessato che per quanto ci si possa immedesimare non si può capire davvero cosa si sente in un simile frangente: Nora è una donna che crede di avere un rapporto normale con la figlia, ma poi scopre che ci sono delle lacune dovute a delle sue mancanze come madre, legato al suo desiderio di protezione verso la figlia. La creazione del personaggio, ha aggiunto, è stata curata in tutti i suoi aspetti, fino al look, che doveva comunicare la durezza della protagonista nella sua vita.

In generale, ha aggiunto l’attrice, “Scomparsa” è stata un’esperienza ‘tosta’ ma anche bella, il lavoro con il team è stato buono e la forza e la positività che si erano create nel gruppo venivano poi riversate nelle riprese.

Giuseppe Zeno, interprete del vicequestore aggiunto Giovanni Nemi, ha invece sottolineato come girare questa serie lo abbia aiutato a trovare una cifra attoriale che non aveva ancora mai esplorato, assistito in questo dal regista Costa, e ha definito l’esperienza in generale come straordinaria dal punto di vista umano e professionale; ha inoltre ringraziato la collega Incontrada, a detta sua straordinaria per il bagaglio di competenze che come artista ha portato sul set, e per aver dato istintività e metodicità alla realizzazione.

Protagonista della storia, poi, oltre a Nora e Giuseppe, è anche la provincia di San Benedetto del Tronto, una località vacanziera esplorata in un periodo non di villeggiatura, così da assaporarne la vita meno nota. L’importanza del raccontare una storia come quella di “Scomparsa” in un luogo del genere, come sottolineato più volte da sceneggiatori e regista, sta nell’avere a disposizione un microcosmo, una società in cui i vari elementi si conoscono e i personaggi si compenetrano. Il regista, inoltre, ha aggiunto che le varie location sono state scelte in modo oculato: i vari ambienti dovevano essere funzionali a ciò che veniva narrato e quel che emerge alla fine, secondo lui, è una San Benedetto del Tronto che sa un pò di Florida.

“Scomparsa”, un film da 600 minuti che non tralascia nemmeno il paranormale

Infine, si è parlato dell’elemento soprannaturale che ad un certo punto entra a far parte della trama della serie attraverso la figura di una sensitiva: gli sceneggiatori lo hanno definito più come una coloritura che doveva aggiungersi all’aspetto thriller, uno spunto che hanno preso, ancora una volta, da fatti di cronaca reale, e che è servito, secondo loro, a raccontare quel che accade ad una madre che si trova a passare per eventi drammatici come la scomparsa di un figlio, in cui qualsiasi possibilità diventa una risorsa.

Gli sceneggiatori hanno rivelato, poi, che il finale di “Scomparsa” è una chiusura netta e definitiva, che non lascia spazio ad un eventuale seconda stagione: la trama è stata pensata come un film in 600 minuti (si tratta infatti di 12 episodi da circa 50 minuti l’uno), calcolato per finire con l’ultima puntata.

Concludono dando l’appuntamento con la prima televisiva, tra gli applausi della sala.

Giada Aversa

16/11/2017

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