La verità negata

La verità negata - Recensione: ricostruzione puntuale e sentita di uno storico processo

La verita negata

Basato su una storia vera, “La verità negata”, ultima fatica del regista Mick Jackson, narra la vera e propria odissea legale che ha dovuto affrontare tra il 1996 e il 2001 Deborah Lipstadt, docente di Storia Ebraica contemporanea e di Studi sull’Olocausto all’università di Emory, ad Atlanta.

La storica americana, per aver scritto un libro in cui attaccava duramente gli storici negazionisti che in quegli anni, attraverso prove pseudo-scientifiche e analisi del tutto parziali dei documenti rimasti, cercavano di negare che l’Olocausto fosse mai avvenuto, fu accusata da David Irving di diffamazione.

Costui era il principale esponente di questi cosiddetti storici: cittadino inglese, fin dagli inizi della sua carriera aveva sempre cercato di limitare la responsabilità di Hitler sullo sterminio.

Con gli anni, interpretando in modo parziale e arbitrario alcuni passaggi di diari di gerarchi nazisti e alcune analisi chimiche compiute in vari ambienti di Auschwitz alla ricerca di tracce residue del veleno usato, arrivò al punto di negare totalmente non solo la responsabilità dei vertici nazisti sullo sterminio di milioni di persone, ma persino ad affermare semplicemente che esso non era mai avvenuto.

Naturalmente questo portò alla immediata adozione delle teorie di Irving dai vari movimenti neonazisti sparsi in Europa, la mala pianta dell’antisemitismo ancora portava frutti; era quindi preciso dovere dei veri storici confutare le deliranti teorie negazioniste. Era proprio ciò che aveva fatto la Lipstadt in un suo libro del 1993: “Denying the Holocaust” in cui aveva duramente attaccato Irving, che ora contrattaccava per vie legali.

La verità negata: una pellicola legal minuziosa e ben recitata

La denuncia fu presentata in Gran Bretagna, e per il sistema giudiziario inglese spetta all’accusato l’onere di provare la propria innocenza.

"La verità negata" racconta i duri anni passati dalla Lipstadt, oltre che a difendere se stessa, a sentire sulle proprie spalle la responsabilità di difendere la memoria dei milioni di morti passati nelle camere a gas.

Un’intensa Rachel Weisz impersona la storica americana, coadiuvata da un bel team di attori, su cui spicca il sempre convincente Tom Wilkinson, nei panni dell’avvocato Richard Rampton. Eccellente anche la prova di Timothy Spall nei panni di Irving, autore di una interpretazione mai sopra le righe.

Restano impresse nella memoria le scene ambientate all’interno del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, nel film oggetto di un sopralluogo dello staff di legali che assistono Deborah: in realtà solo le scene del museo sono state girate in loco, l’interno del campo con le camere a gas e i forni crematori sono stati ricostruiti fedelmente in un ex campo di aviazione in Gran Bretagna, per il rispetto dovuto ai morti e alla preservazione del sito storico originale.

“La verità negata” si rivela un film intenso, che fa riflettere sull’Olocausto e sul pericolo che simili avvenimenti possano essere un domani dimenticati se non negati. Gli anticorpi più efficaci nei confronti di qualsiasi tipo di discriminazione consistono, invece, nel non stancarsi mai di raccontare e studiare ciò che è accaduto nel passato; solo uno spirito sapiente può sviluppare una adeguata coscienza critica su ciò che di volta in volta ci viene proposto.

Daniele Battistoni

  • Titolo originale: Denial
  • Regia: Mick Jackson
  • Cast: Rachel Weisz, Tom Wilkinson, Timothy Spall, Andrew Scott, Jack Lowden, Caren Pistorius, Alex Jennings, Harriet Walter, Mark Gatiss, Andrea Deck, Maximilian Befort, Will Attenborough, Todd Boyce, Sean Power
  • Genere: Biografico, colore
  • Durata: 110 minuti
  • Produzione: USA, Gran Bretagna, 2016
  • Distribuzione: Cinema
  • Data di uscita: 17 novembre 2016

La verità negata"La verità negata" segue la battaglia legale, avvenuta tra il 1996 e il 2001, affrontata da Deborah Lipstadt, accusata di diffamazione da parte di David Irving, negazionista dell'Olocausto.

Nel corso del processo la Lipstadt ha dovuto dunque dimostrare la realtà dell'Olocausto e la falsificazione da parte di Irving di alcuni dati allo scopo di sotterrare la verità.

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