Festa del Cinema di Roma 2017: Jeff Bauman e Jake Gyllenhaal raccontano Stronger

Alla Festa del Cinema di Roma 2017 è stato proiettato “Stronger” di David Gordon Green; presenti alla conferenza stampa l’attore protagonista e produttore Jake Gyllenhaal e Jeff Bauman, l’uomo che ha vissuto in prima persona l’esperienza di cui narra il film, e dal cui libro autobiografico è tratta l’opera.

Stronger: una storia che ha molto da insegnare

Festa del Cinema di Roma 2017 Stronger

Jake Gyllenhaal racconta di aver voluto mettere in scena la storia di resistenza e lotta di Jeff Bauman perchè lo aveva ispirato. Il loro primo incontro è avvenuto in un ristorante italiano, e l’attore ha ricordato di essersi sentito intimidito all’idea di incontrare l’altro perchè possedeva una qualità diversa da tutti; recandosi all’appuntamento non poteva far altro che ripetersi che no, non aveva la forza necessaria per fare quel che doveva per questo film, e solo l’incontro con l’altro, così gentile e simpatico, alla fine era riuscito a convincerlo del contrario. Da allora, aggiunge, lui e Bauman sono rimasti amici.

La lezione più importante che si possa imparare da “Stronger” è che essere un eroe, essere ‘più forte’, sta nelle piccole cose, nei piccoli momenti che sono quelli che davvero riescono a toccarci e commuoverci. Certe volte è importante saper ascoltare più che parlare e su questo si basano i veri rapporti; quel che gli ha lasciato questo lavoro, aggiunge, è che ha ancora tanto da imparare.

Prende poi la parola Jeff Bauman, che spiega che il termine eroe a lui riferito non gli va molto a genio, ma che nella sua vita ha incontrato tante persone che lo sono davvero, da coloro che lo hanno salvato fino a quelle persone che gli sono state vicine e hanno avuto cura di lui. E, tornando a quel fatidico giorno, sottolinea di essersi recato li, alla Maratona di Boston, per quella che ora è sua moglie, perchè gli piace esserci e partecipare ed è questo per lui l’amore: non è un eroe, è solo una persona normale.

Vivere con disturbo da stress post-traumatico

Una questione importante che viene trattata in “Stronger” è il disturbo da stress post-traumatico vissuta dai sopravvissuti a guerre o episodi sconvolgenti, come l’esplosione di una bomba. Jake Gyllenhaal spiega che, per svolgere il suo lavoro di attore, spesso si è trovato tra persone che avevano vissuto questa condizione, come i militari, e che aveva parlato con loro per riuscire a comprenderli; alla fine aveva scoperto di poter imparare tantissime cose, alcune delle quali magari non ha nemmeno sfruttato nelle sue performance, ma che sono davvero importanti. E Bauman aggiunge che l’attore era riuscito a cogliere in lui molto più di quanto non gli avesse detto, e che rivedendosi sullo schermo nei suoi panni, aveva rivisto tutti i suoi errori, e si era commosso.

L’aiuto e l’importanza della comunicazione

Festa del Cinema di Roma 2017 Stronger primo piano

Altro aspetto fondamentale in “Stronger” è il prestare aiuto: il mondo, spiega Gyllenhaal, sta vivendo un momento davvero complicato, e la forza in questi casi si costruisce attraverso la comunicazione: mostrare nel film anche la vera sofferenza che Jeff ha vissuto è stato importante, perchè molti non riuscivano a credere davvero a quel che aveva passato: quando a Bauman era stato strappato tutto ciò che conosceva, costringendolo a ricalibrare il suo nuovo mondo, gli era crollato addosso anche il peso di essere un simbolo e il senso di responsabilità lo aveva schiacciato; l’attore confessa che il fatto che Jeff Bauman si fosse gravato anche di questa cosa lo aveva molto colpito: ha portato avanti quel simbolo, ha camminato con le persone, ha stretto loro la mano e attraverso ogni sua interazione con gli altri gli ha insegnato davvero tanto.

Bauman, dalla sua, si augura che questo film sia stato l’occasione di mettere in luce cosa significa essere disabili, e spera di essere riuscito a comunicare a tutti coloro che vivono in questa condizione che non sono soli, perchè il tema di “Stronger” è proprio questo: tendere la mano e arrivare alle persone, dimostrando l’importanza della connessione.

Jake Gyllenhaal e l’importanza di credere in quel che si fa

Infine Jake Gyllenhaal racconta che lui e la sorella Maggie (attrice anche lei) sono stati allevati da persone incredibili e complicate, che hanno insegnato loro che la cosa più importante nella vita è credere in quel che si fa prima di compiere il primo passo. Questo ha permesso loro di svolgere la professione che fanno ed è quello in cui credono ancora oggi; e ammette di ammirare molto anche la sorella, che è una “tosta” e che gli ha insegnato tanto.

Tra gli applausi, si chiude la conferenza.

 

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