BELLAS MARIPOSAS – RECENSIONE
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Bellas Mariposas – Recensione

Una giornata nell’amara leggerezza della periferia cagliaritana

Regia: Salvatore Mereu – Cast: Micaela Ramazzotti, Sara Podda, Maya Mulas, Luciano Curreli – Genere: Drammatico, colore, 100 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Data di uscita: 9 maggio 2013.

Tratto dall'omonimo racconto di Sergio Atzeni, il film segue le vicende di Cate (Sara Podda) e Luna (Maya Mulas), due adolescenti piene di sogni, nonostante il degrado umano e materiale della periferia di Cagliari in cui vivono. Forse proprio l’osservare, in una calda giornata d’agosto, le violenze, l’emarginazione e le superstizioni con le quali convivono, fa crescere in loro il desiderio di un futuro migliore, di spiccare il volo.

Una piccola perla ci arriva dalla Sardegna con questo film che purtroppo, a causa della poca disponibilità dei distributori, uscirà in pochissime sale italiane nonostante i premi conquistati a Venezia (nella sezione Orizzonti) e a Bari. “Bellas Mariposas” è un film capace di riportare indietro all’età dell’adolescenza, quando i sentimenti sono davvero capaci di dominare le nostre azioni e si ride nonostante tutto ciò che si ha intorno grazie alla freschezza dell’età. Le due giovani e bravissime interpreti ci sollecitano, parlando direttamente in camera come novelle Belmondo, a trascorrere con loro una giornata nella periferia di Cagliari.

La Cagliari che vediamo sullo schermo è insolita, le vicende si concentrano sulla sua vita di quartiere che ricorda le periferie assolate di Pasolini. Il sobborgo di Sant’Elia ci mostra non solo il suo lato degradato fatto di giovani eroinomani, ragazzine prostitute, uomini nullafacenti e pedofili ma anche, attraverso le due giovani ragazze, la sua capacità di affrontare tutto con leggerezza e con il sorriso. La distinzione tra bene e male, che le adolescenti protagoniste mostrano di aver già assorbito, segue nel racconto una completa identificazione con la dicotomia tra maschile e femminile, rispecchiando con fedeltà la presa di posizione in favore delle donne di Atzeni, sebbene l’ironia di fondo ci conceda un moto d’affetto anche per le figurate più deprecabili. Tutto è condito dal dialetto locale e da splendide immagini a tratti quasi surreali (come quelle sott’acqua) girate con maestria da Mereu.

La difficile trasposizione del racconto di Atzeni, strutturato in forma di monologo della protagonista in cui gli eventi si susseguono senza evidenti rapporti di causa e effetto, trova un’ottima riuscita nella vivace interpretazione delle due dodicenni Sara Podda e Maya Mulas. Degne di nota anche le prove di Luciano Curreli, nel ruolo del ‘padre da bar’, e il breve cameo di Micaela Ramazzotti, maga dal sapore felliniano.

“Bellas Mariposas” è un film che vale la pena guardare non solo se si interessati alla Sardegna perché, come la Scampia di “Gomorra”, le sue situazioni estreme sono quelle che tutti abbiamo intorno e il suo bisogno di leggerezza e ottimismo, come quella auspicata dalle due giovani mariposas (farfalline), è universale e ci viene trasmesso con un poetico e disperato realismo difficile da trovare nella nostra terra.

Miriam Reale

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