The Report (2019)

The Report – Recensione: un film impeccabile che ci riporta indietro al dopo 11 settembre

The Report Review
"The Report" di Scott Z. Burns prende spunto dalla vera vicenda di Daniel Jones, giovane e idealista, appartenente allo staff della senatrice democratica Dianne Feinstein, che ebbe l’ingrato compito di stilare un rapporto riguardante i fatti di una pagina nera della storia americana, partendo da qualcosa come sei milioni di pagine di trascrizioni di nastri inerenti le torture e le varie fasi della vicenda, nastri che erano stati appena distrutti nel tentativo di insabbiare il tutto.

Il ristretto gruppo di lavoro capeggiato da Jones, via via ridotto a tre, poi a due unità, per sette anni analizzò tutti i documenti, riportando a galla i tristi episodi che gli stessi agenti della CIA che li avevano promossi avevano cercato di nascondere.

The Report: un film impegnato, impeccabile artisticamente, ben congegnato e ben recitato

Il film è degno di figurare accanto a pietre miliari tra le pellicole americane di impegno politico e sociale, quali “Tutti gli uomini del Presidente” di Alan J. Pakula (1976) e “I tre giorni del Condor” (1975) di Sydney Pollack.

La storia è ben raccontata dal punto di vista di Jones, interpretato da un Adam Driver in stato di grazia, il quale, analizzando progressivamente i documenti, si rende conto via via degli orrori ai quali i prigionieri islamici erano stati sottoposti, e della palese falsità dei rapporti della CIA, che giustificavano tutto con la scusa di presunte rivelazioni estorte ai malcapitati, notizie in verità già note agli stessi servizi segreti.

La pellicola ben descrive lo stupore e l’indignazione di Jones prima e della senatrice Feinstein poi, interpretata da una intensa Annette Benning, e della battaglia che lei e pochi altri senatori dovettero intraprendere contro gli ambienti più retrivi del congresso americano, che invece volevano passare tutto sotto silenzio.

“The Report” è un film che fa riflettere e ripropone ovvie domande: certe cose possono accadere di nuovo? Potrebbero accadere anche da noi, in Italia? Purtroppo il sonno della ragione non sembra avere confini di spazio e di tempo, lodevole il fatto che proprio dallo Stato che ha prodotto queste vergogne, si siano levate molte voci critiche e si sia potuto realizzare a meno di tre anni dalla conclusione degli eventi narrati questo prodotto di ‘documentazione cinematografica’, che mette alla berlina senza troppi giri di parole i responsabili effettivi e morali di ciò che accadde.

Toccante a riguardo il discorso del compianto senatore repubblicano John S. McCain, quale vittima di torture durante la guerra del Vietnam, non poteva assolutamente approvare l’uso di violente tecniche coercitive da parte di uomini del ‘suo’ governo.

Daniele Battistoni

  • Regia: Scott Z. Burns
  • Cast: Adam Driver, Jon Hamm, Jennifer Morrison, Maura Tierney, Matthew Rhys, Michael C. Hall, Annette Bening, Ted Levine, Ben McKenzie, Tim Blake Nelson, Douglas Hodge, Sarah Goldberg, Noah Bean, Carlos Gómez, Joseph Siravo, West Duchovny, Daniel London, Evander Duck Jr., Guy Boyd, Alexander Chaplin, John Rothman, Victor Slezak, Julia K. Murney, CJ Parson, Ratnesh Dubey
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 118 minuti
  • Produzione: USA, 2019
  • Distribuzione: QMI
  • Data di uscita: 18 novembre 2019

The Report posterThe Report: la finzione cinematografica affonda le radice nella storia raccontando una pagina scura della storia americana

All’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001, gli Stati Uniti furono scossi da un’ondata emotiva senza precedenti. Migliaia di vite americane erano state spezzate sul sacro suolo della nazione, i migliori servizi segreti del mondo erano stati beffati da un pugno di manigoldi esaltati.

Specialmente la CIA era nell’occhio del ciclone: indicata da molti come al corrente da più di un mese del pericolo di attentati in territorio americano, aveva snobbato le indicazioni pervenute ritenendole poco attendibili. Un ristretto gruppo dirigenziale dell’agenzia, con appoggi consistenti all’interno dello staff presidenziale, decise di percorrere una strada al di sopra della legge e della morale: convinti da due sedicenti psicologi (laureati, ma che forse non avevano mai interrogato nessuno) che qualsiasi uomo sarebbe crollato se sottoposto a determinati ‘trattamenti’, istituirono in gran segreto un gruppo di professionisti, composto dai due ‘concractors’, da membri dell’agenzia e da paramedici, che dal 2002 e mano a mano che si sviluppava la guerra in Iraq, nei mesi e negli anni successivi, sottoposero circa centoventi prigionieri di guerra a torture indicibili, a trattamenti violenti e degradanti, volti a fiaccare la resistenza di quegli uomini e costringerli a rivelare i nomi dei complici e i luoghi dei futuri attentati contro gli americani nel mondo. “The Report” si inserisce in questo periodo.



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