Paul Haggis: fissata la data del processo a New York

Paul Haggis: fissata la data del processo a New York

Paul Haggis, regista di “Crash” con cui ha vinto l’Oscar per il Miglior Film e la Miglior Sceneggiatura Originale, sarà processato per stupro a New York. Haggis in questo momento si trova in Italia agli arresti domiciliari con un’altra accusa di violenza sessuale.

In autunno il processo a Paul Haggis

Paul Haggis

Secondo quanto riportato da Variety, il processo di Paul Haggis inizierà il prossimo 11 ottobre, davanti al giudice Sabrina Kraus a Manhattan. Alla fine del 2017 Haleigh Breest ha citato in giudizio il regista, sostenendo di averla violentata nel suo appartamento nel gennaio 2013 dopo una prima. Haggis ha affermato che l’incontro è stato consensuale e che la causa non è altro che un tentativo di estorsione.

Haggis, famoso anche per aver scritto la sceneggiatura di “Million Dollar Baby” è stato in passato membro della Chiesa di Scientology, dalla quale è uscito nel 2009. Il regista infatti era contrario alle dichiarazioni di Scientology a sostegno della Proposition 8, l’iniziativa elettorale che ha vietato il matrimonio omosessuale in California. Inoltre, secondo la stampa americana, Scientology avrebbe imposto alla moglie di Haggis interrompere ogni relazione con i propri genitori.

L’arresto in Italia

Come sappiamo, Haggis è stata arrestata in Italia il 19 giugno, dopo che una donna ha confessato di essere stata costretta per due volte a fare sesso non consensuale con il regista. I legali dell’artista hanno negato queste accuse. Dopo un’udienza la scorsa settimana, un giudice gli ha ordinato di rimanere agli arresti domiciliari in attesa di ulteriori procedimenti. Il suo avvocato italiano, Michele Laforgia, ha dichiarato che Haggis intende “rimanere in Italia fino a quando la sua totale innocenza non sarà definitivamente provata”.

La causa di New York è sospesa da più di un anno, anche grazie ai ritardi dovuti alla pandemia di COVID-19. Haggis ha cercato di accelerare il processo, in quanto ha moltissime spese legali e non può lavorare finché non riabilita il suo nome, ma lo scorso settembre, un giudice ha negato la sua mozione per portare il caso su una strada più veloce.

Roberta Rosella

28/06/2022

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