Nato a Casal di Principe: conferenza stampa con il regista e il cast

È stato presentato in conferenza stampa “Nato a Casal di Principe”, diretto da Bruno Oliviero e tratto dal libro di Amedeo Letizia scritto insieme a Paola Zanuttini. Il film racconta la vera storia della scomparsa di Paolo Letizia, fratello di Amedeo, e il rapporto con la camorra a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. In sala erano presenti l’intero cast artistico, il regista, i produttori e il sindaco di Casal di Principe. L’opera uscirà nelle sale il 25 aprile 2018.

Nato a Casal di Principe: il film come memoria

Nato a Casal di Principe

Nato a Casal di Principe” è stato presentato nella sezione Cinema Giardino della Biennale di Venezia ed è stato prodotto da Cinemusa e Rai Cinema e arriverà nelle sale cinematografiche il 25 aprile 2018 distribuito da Europictures. Amedeo Letizia e Mariella Li Sacchi invece sono i produttori esecutivi del film, tratto oltretutto dall’omonimo romanzo scritto da Letizia in cui ricorda la vera storia della scomparsa del fratello Paolo per mano della Camorra.

Alessio Bruno, il regista, esordisce sottolineando come il film gli sia stato commissionato, e si distacca leggermente dal libro attraverso l’ottima sceneggiatura scritta da Maurizio Braucci e Massimiliano Virgilio (in collaborazione con Amedeo Letizia). Ciò che lo ha colpito maggiormente della sceneggiatura e dell’intero progetto è il fatto che i due sceneggiatori abbiamo estrapolato il lato poetico della vicenda, basata su dinamiche ampiamente viste al cinema e che hanno che fare con il sopruso da parte delle organizzazioni criminali. La poeticità risiede in quelle persone comuni che inciampando al suolo oppresse dalla camorra, riescono a rialzarsi attraverso grazie ad una grande forza d’animo.

Inoltre “Nato a Casal di Principe” è un film ampiamente politico e una storia che ci teneva a raccontare. “Con tutti i documentari che ho fatto posso entrare in questa ricerca di verità e di poeticità. Non è tanto la questione della verità, o delle realtà, è quanto poetica può essere la realtà quando si presenta sotto forma di resistenza civile”, afferma il regista.

Nato a Casal di Principe: il lutto di Amedeo Letizia

Amedeo Letizia saluta i familiari in sala (il padre, la madre e la sorella) e afferma di aver avuto l’esigenza di scrivere questa storia, perché la tragedia del rapimento sta nel non avere un corpo su cui piangere e si soffre continuamente, dilaniati dal dubbio se colui che è stato rapito sia vivo o morto. Paolo, il fratello, è rimasto in un limbo nella sua mente per lungo tempo. Tempo in cui Letizia pensava di aver soppresso il demone della sua morte.

Aggiunge: “di Paolo non ne parlava più nessuno, era un ragazzo che era nato e ora non esisteva più. È stato come fare un’anamnesi con me stesso e anche un momento di rabbia. Mi domandavo cosa potessi fare, e come si vede nel film la prima cosa che volevi fare era vendicarti. Questo ovviamente non era possibile, in quanto mio fratello sarebbe stato ricordato per una scia di sangue della famiglia Letizia e noi saremmo morti.

Per molti anni ho pensato che l’unica cosa da fare era far capire la situazione terribile, anche inconsapevole, in cui ci trovavamo. Noi andavamo a fare rapine e attività criminali senza renderci mai conto che fosse sbagliato. Una criminalità ripudiata dal resto del mondo e che a Casal di Principe veniva vissuta come la normalità. Ho pensato che mio fratello dovesse avere un riscatto, e il suo sacrifico doveva essere un riscatto per tutti quanti. Paolo non può morire due volte, ucciso prima dalla camorra e poi dalla gente che lo ha dimenticato.”

Nato a Casal di Principe: parola agli attori

Alessio Lapice parlando della sua esperienza con il regista afferma che: “le prime esperienze con Bruno sono state bellissime e interessanti, però le ho affrontate come se mi dovessi preparare con un copione ad un progetto. Andando avanti negli incontri con la vera famiglia della storia mi sono reso conto dell’importanza di quello che stavo affrontando. Ho capito che forse non bastava fareb il solito compito dell’attore, già enorme, ma fare qualcosa di più e fidarmi più di me stesso e di quello che potevo fare. Tutto il periodo delle riprese l’ho vissuto con l’ansia con l’ansia di deludere le persone che mi avevano dato fiducia affidandomi questo ruolo.”

Donatella Finocchiaro sottolinea come il lavoro svolto con il regista è stato particolare, raro e diverso. Parla anche del suo confronto con la vera Teresa, la madre di Amedeo Letizia, e di come l’abbia sconvolta il suo sorriso e la sua consolazione della fede. Ci fa presente anche come le sorelle di Amedeo siano all’interno del film in qualità di quelle donne che in modo ricorrente si sentono pregare dentro la casa. Il fatto di aver provato per molto tempo è stato molto strano perché una volta sul set si provava nuovamente. Come se fossero continuamente appesi a un filo.

Massimiliano Gallo, che interpreta Arturo il padre del protagonista, ricorda la sua ammirazione nei confronti del regista e afferma che “Nato a Casal di Principe” sia un grande film. Proseguendo dice che: “Bruno è uno capace di leggere una storia così tragica e tremenda con una sensibilità pari a quella di uno che non vuole entrare in una stanza dove c’è il dolore e rimane a metà della porta per un fatto di dignità. È un dolore quindi, raccontato con grande dignità.”

Nato a Casal di Principe: un film fatto in famiglia

Amedeo Letizia illustra come l’appartamento dei protagonisti sia realmente la casa in cui abitano i suoi genitori. Afferma anche di essere molto orgoglioso di come l’intero cast ha affrontato la storia di cui non avrebbe mai immaginato un risultato così eccellente. Ma soprattutto fa presente, in qualità di produttore, di come scelga i suoi registi e lo fa in base alle cieca fiducia nel loro lavoro. Facendo un passo indietro, cosa che raramente succede nel rapporto tra produttore e regista, ha lasciato libertà d’azione a Bruno Oliviero che ha trattato il film in modo elegante, con un tocco personale e senza mai ad andare a intaccare quelle che è l’essenza della storia e di ciò che rappresenta per Letizia e in seguito rappresenterà per lo spettatore.

Durante la conferenza stampa ha preso la parola il sindaco di Casal di Principe, che insieme ad Amedeo Letizia avvierà la prima accademia di recitazione del paese sotto il nome “Paolo e Leonardo Letizia” e la cui direzione è stata affidata a Massimiliano Gallo. Il luogo scelto come sede dell’accademia sarà un bene confiscato alla camorra e allontanerà tutti i ragazzi del paese dalle strade della criminalità. Una bellissima iniziativa che nascerà attraverso il 10% del ricavato del film.

 

Riccardo Careddu

18/04/2018

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *