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Nati 2 volte: presentato il film alla stampa

Il cast, il regista Pierluigi Di Lallo, e l’equipe di “Nati 2 volte” hanno incontrato la stampa alla Casa del Cinema di Roma per la presentazione del film.

Nati 2 volte: ironia e leggerezza contro i pregiudizi

Nati 2 volte film

Nati 2 volte: presentato il film alla stampa

Di Lallo ha esordito motivando la sua scelta di affidarsi al genere della commedia per raccontare la storia di Maurizio, tratta tra l’altro da una vicenda realmente accaduta: il cineasta infatti ama usare il linguaggio dell’ironia per affrontare temi più seri e ritiene che il sorriso sia il metodo migliore per veicolare certi messaggi. Questo si nota anche nella sua opera prima, “Ambo”, che tratta della sterilità, un argomento vicino a Di Lallo per motivi personali.

Quando al regista è stato chiesto se ci siano stati ostacoli nel realizzare un progetto come “Nati 2 volte” in un territorio come quello italiano, dove molte persone potrebbero non vedere di buon occhio un film con tematiche transgender così prominenti, lui ha affermato di non aver incontrato problemi e, soprattutto, di non essersene fatti, perché si trattava di qualcosa che teneva davvero a realizzare.

Ha poi ringraziato Vittoria Schisano, che nella pellicola interpreta la donna transgender Marla, per la sua preziosa presenza sul set. Schisano infatti è sempre stata disponibile a rispondere a ogni domanda su un tema che la riguarda personalmente anche nella vita reale e i suoi consigli sono stati indispensabili per la realizzazione del film. Di Lallo inoltre ha voluto elogiare Fabio Troiano (il protagonista Maurizio) per aver dato vita al personaggio senza mai scadere nel trash, ma mantenendo sempre una leggerezza e un’eleganza necessarie.

Una giornalista ha chiesto a Schisano la differenza tra Carla, il suo ruolo in “Un posto al sole”, e Marla e l’attrice ha risposto che le due non potrebbero essere più distanti. Carla le ha permesso di esplorare il suo lato da genitore e di riflettere sul rapporto d’amore che si instaura tra un genitore e i propri figli, mentre Marla ha messo in risalto la sua vena comica, aiutandola a trattare con delicatezza e ironia un percorso, che lei stessa ha percorso, spesso carico di dolore e sofferenza. Si tratta di un inno alla vita, di un tentativo di aiutare Maurizio ad accettarsi e amarsi, in modo di dare la possibilità anche agli altri di amarlo.

Troiano ha preso la parola in seguito a una domanda e ha spiegato che non ha fatto nulla di diverso dal solito per preparare il personaggio. Si è documentato molto e ha visto diversi video di persone transgender che avevano documentato la loro transizione, ma ha deciso di non incontrare il vero Maurizio per non lasciarsi influenzare e non autocensurarsi durante le riprese.

A seguire è intervenuta Euridice Axen, parlando di quanto il suo personaggio, Paula, sia stato complicato da eseguire. Essendo all’interno di una commedia, è facile intuire la parabola di una donna che si infatua di una persona che le sta mentendo, ma proprio a causa dei toni del film Axen non ha potuto esplorare questa frattura con le corde profonde del genere drammatico. Allo stesso tempo non si poteva semplicemente far finta che non fosse successo nulla, ma la cosa più importante è che quello che ferisce Paula non è la scoperta che Maurizio sia transgender, ma il fatto che lui le abbia detto una bugia. “Nati 2 volte” è una pellicola contro i pregiudizi, quindi è giusto che anche i personaggi non ne abbiano.

Nati 2 volte: una storia che fa riflettere

Nati 2 volte pellicola

Marco Palvetti ha poi parlato del suo personaggio, Giorgio, e di come nel suo caso ci sia l’esigenza di avere un’anima diversa. Giorgio infatti vive nel passato e non riesce a lasciare andare il suo ideale di Teresa, il suo primo amore e vecchio nome di Maurizio prima della transizione. A detta di Palvetti le persone che rimangono ancorate alla provincia hanno un modo diverso di amare. Questo discorso è stato anche ripreso dal produttore del film, Gianluca Vania Pirazzoli, che ha rivelato come il fil rouge seguito durante la scrittura del film sia stato quello dell’essere tutti ingabbiati dentro qualcosa.

In un suo intervento, Tiziana Di Tonno, la madre di Maurizio nella pellicola, ha parlato di come lei abbia collaborato a un progetto a stretto contatto con degli adolescenti e di come le problematiche legate alla sessualità e all’identità di genere siano un grande fattore di crisi al momento, perché spesso i genitori non accettano i propri figli come esseri umani. Di Tonno ha espresso il suo desiderio che questa storia possa raggiungere il grande pubblico e far riflettere le persone, dicendo che tutti dovrebbero porsi la domanda “Io credo veramente nella libertà? Quanti pregiudizi ho?”

Gaia Sicolo

22/11/2019

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