Death to 2020: il titolo e il teaser del progetto dal creatore di Black Mirror

Death to 2020: il titolo e il teaser del progetto dal creatore di Black Mirror

Svelato il titolo: “Death to 2020” del mockumentary Netflix dal creatore di “Black Mirror” Charlie Brooker con protagonista Hugh Grant.

Un breve teaser anticipa il nuovo lavoro di Charlie Brooker

Charlie Brooker - Death to 2020

Dopo che il 30 novembre 2020 Hugh Grant ha accidentalmente rivelato non pochi dettagli sul nuovo mockumentary Netflix dal creatore della celebre “Black Mirror” Charlie Brooker, non c’era più motivo di aspettare per altre notizie. E la prima riguarda il titolo: “Death to 2020”, in linea con la trama, che si concentrerà appunto su questo complesso e drammatico anno che sta per lasciare il posto al successivo 2021. Che sia stata un’operazione di marketing o un’innocente disattenzione di Hugh Grant, ecco che il progetto Netflix inizia a prendere forma.

Un breve teaser fa sembrare il mockumentary più simile alla cornice di “Black Mirror” di quanto si potesse pensare, nonostante Charlie Brooker abbia sottolineato quanto sia diverso dal suo precedente progetto. Ma alla fine si tratta di pochissimi secondi e non si può dire ancora molto. Somiglia più a un annuncio contenente due importanti messaggi: il titolo e imminenti particolari che usciranno nei prossimi mesi. Pubblicato su Twitter da Charlie Brooker stesso, questo nuovo passo avanti è sicuramente il primo di una lunga serie. “La morte fino al 2020”, che può essere la traduzione più esatta, avrà come protagonista Hugh Grant nei panni di uno storico che viene intervistato per parlare, appunto, del 2020, e sembra che si tratti un personaggio piuttosto negativo.

Da Charlie Brooker sappiamo solo “Death to 2020” è un mockumentary, che uscirà su Netflix e che non si concentrerà una società devastata dalla tecnologia come “Black Mirror”. Sarà caratterizzato da un punta di comicità, che forse alleggerirà il tono e il tema centrale, ma si tratta solo di ipotesi, perché, nonostante le sue dichiarazioni, si può dire che Brooker sia stato giustamente molto vago.

Giorgia Terranova

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