Festa del cinema 2018: Cate Blanchett presenta “Il mistero della casa del tempo”

Cate Blanchett ha presentato alla stampa il film “Il mistero della casa del tempo”, proiettato in anteprima nel corso della Festa del Cinema di Roma 2018.

Il mistero della casa del tempo: Cate Blanchett e la costruzione del personaggio

Festa del Cinema di Roma 2018 - Il mistero della casa del tempo conferenza

Nel corso della conferenza stampa, Cate Blanchett ha parlato sia dell’importanza del dialogo con le costumiste, sia della sua predisposizione a prendere ruoli che non sa come affrontare e che ogni volta la portano a pensare che la sua carriera sia finita.

L’attrice ha raccontato di come non le piaccia applicare le sue esperienze personali nel creare i suoi personaggi, si è definita “annoiata” da se stessa; preferisce, piuttosto, capire le esperienze degli altri. Normalmente non fa degli studi specifici per il suo lavoro di costruzione del personaggio, e se si dedica a romanzi, film o mostre lo fa per il semplice piacere di farlo, senza soffermarsi su come le nozioni che ne trae possano tornarle utili per il suo lavoro. Tutto quel che vede, o legge, vive dentro di lei, dorme e non sa quando si farà sentire, e a volte in scena si mostrano cose che nemmeno lei sa da dove le vengano.

Per la costruzione del ruolo di Mrs Zimmerman in “Il mistero della casa del tempo”, ha continuato la Blanchett, si è limitata a guardare foto dell’epoca, per carpirne le energie, e ha letto il romanzo da cui era tratta la sceneggiatura a suo figlio di 10 anni, per capire quali parti lo interessassero maggiormente: attraverso le reazioni del bambino al materiale ha potuto lavorare sul suo personaggio.

Il messaggio del film “Il mistero della casa del tempo” secondo Cate Blanchett

Festa del Cinema di Roma 2018 - Il mistero della casa del tempo scena

Cate Blanchett  ha spiegato alla stampa che la cosa che più le era piaciuta della sceneggiatura di “Il mistero della casa del tempo” era stato il fatto che fosse magia nel mondo reale: magia, per lei, significa cambiare, e il film in questo modo si trasforma in una gigantesca metafora sull’importanza di non restare dove siamo, sulla necessità di modificarsi ed evolvere, senza lasciarsi etichettare; è un bel messaggio da trasmettere ai ragazzi in un film dove non c’è spazio per i sermoni.

La vera responsabilità, secondo lei, non è tanto degli attori che recitano in “Il mistero della casa del tempo”, ma nei genitori che accompagneranno i propri figli a vederlo, perchè è il pubblico a dover raccogliere le provocazioni di quel che vede sullo schermo e a dover rispondere alle domande che nascono proprio da quelle provocazioni.

Cate Blanchett e l’importanza del fallimento

 

Nel film viene spesso ripetuto l’aggettivo ‘indomito’, e in merito a ciò la Blanchett ha raccontato che per lei i fallimenti hanno un grandissimo valore, poichè c’è poco da imparare dai successi; a renderla ‘indomita’ sono stati tutti gli insuccessi della sua vita e ha ammesso di cercare sempre gli errori, poichè sono quelli a indicare che strada prendere.

L’attrice ha concluso poi la conferenza dicendo che se potesse avere un solo potere magico, sarebbe quello di far andare tutti a votare: secondo lei, il voto in una democrazia è un obbligo e la libertà una responsabilità di tutti.

Giada Aversa

19/10/2018

 

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