Blade Runner 2049: su quale delle 7 versioni basarsi?

Blade Runner è senza dubbio alcuno uno dei film culto della nostra epoca.

Ambientato in un futuro quasi distopico, è fonte d’ispirazione per qualunque film sci-fi degli ultimi decenni.

Con l’uscita del sequel “Blade Runner 2049”, sembra quasi doveroso fare un punto su ‘dove eravamo rimasti’, argomento non propriamente semplice, considerando che si contano ben 7 versioni del film.

blade runner città

Workprint prototype version, 1982

La prima versione di “Blade Runner” ebbe un’accoglienza alquanto negativa da parte del pubblico; si decise, quindi, di apportare alcune modifiche sostanziali, fra cui la voce fuori campo del protagonista Deckard (che, nella suddetta versione, era presente solo nella scena finale della pellicola).

San Diego Sneak Preview version, 1982

La versione presentata a San Diego è sostanzialmente identica alla “Workprint prototype”; l’unica differenza riguarda l’aggiunta di 3 scene – due delle quali, tra l’altro, eliminate nelle successive versioni – fra cui quella che diventerà il “Final Cut”.

US theatrical release, 1982

La “US theatrical release”, conosciuta altresì come “Domestic Cut” differisce innanzitutto dalle due precedenti per il finale positivo – nella “Workprint prototype”, come pure nella “San Diego Sneak Preview” la fuga di Deckard e Rachel è presentata in modo decisamente tranchant, con la coppia che entra nell’ascensore e vede le porte chiudersi davanti a sé -, in cui il ‘cacciatore di replicanti’ e la bella replicante fuggono via (con tanto d’immagini prese dal girato di “Shining” di Kubrick).  La voce narrante fu mantenuta, sebbene fosse speranza comune che non venisse usata, e informa inoltre lo spettatore che la durata della vita di Rachel non è di 4 anni, bensì presumibilmente illimitata.

International theatrical release, 1982

Sostanzialmente uguale alla “Domestic Cut”, questa versione di “Blade Runner” include 3 scene ‘violente’ in più (fra cui quella del replicante Roy che si conficca un chiodo nella mano, atto che simboleggia il sacrificio, reso ancora più evidente dalla presenza della colomba che, una volta morto, vola via).

US broadcast version, 1986

Realizzata per la tv Americana, contiene moltissimi tagli alle scene violente, di nudo, et similia; altra differenza risiede nella voce narrante iniziale, affidata ad un narratore anonimo e non ad Harrison Ford.

The Director’s Cut, 1992

Decisamente differente dalle precedenti.

Ridley Scott apportò, infatti, svariate modifiche. Le 13 voci narranti di Harrison Ford vennero rimosse; venne aggiunto il sogno dell’unicorno fatto da Deckard , scena che svela la vera natura di replicante di quest’ultimo – Gaff, infatti, nell’ultima scena fa trovare a Deckard un origami a forma di unicorno, facendogli di fatto capire che era a conoscenza dei suoi sogni, in quanto ‘impiantati’-; un’altra scena aggiunta conferma la teoria del protagonista come replicante: dopo la morte di Roy, Gaff, rivolgendosi a Deckard, gli chiede “But are you sure you are a man?”; ed in ultimo, ma non per questo meno importante, la rimozione dell’happy ending: il film termina con le porte dell’ascensore che si chiudono.

The Final Cut, 2007

In quest’ultima versione Ridley Scott ha avuto maggiore libertà artistica: ha, infatti, allungato la scena del sogno di Deckard, e ripristinato le sequenze più ‘violente’ (o, almeno, giudicate tali dal puritanesimo americano di facciata).

blade runner 2049

Se ci si volesse basare sul “Final Cut”, alcune domande rimarrebbero indubbiamente senza risposta. Deckard è o no un replicante? Rachel è veramente di ‘durata’ illimitata?

Resta solo da sperare che “Blade Runner 2049” sia, seppur minimamente, all’altezza del suo predecessore; anche se, ahimè, la storia dei sequel insegna proprio il contrario.

Nicole Ulisse

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